“Oggi si è consumato l’ennesimo passaggio di una vicenda che mi vede coinvolto in un’indagine per resistenza a pubblico ufficiale, avviata per la mia partecipazione a una manifestazione nel gennaio 2010, in seguito ai gravi fatti accaduti a Rosarno” dichiara, in una nota, il vicesindaco di Roma Luigi Nieri.
“In quel piccolo paese calabrese – continua Nieri – ci fu una rivolta degli immigrati contro i soprusi e lo sfruttamento perpetrato ai loro danni. Ho appena saputo dai miei legali che il Pm ha chiesto per me una condanna a due anni. Aspetterò con serenità che i giudici si esprimano. Nutro la massima fiducia nei confronti della Magistratura”.
“Gli stessi agenti della Digos – aggiunge – chiamati a deporre in Tribunale a riguardo, hanno dichiarato che ero stato coinvolto appositamente per intervenire e mediare come figura istituzionale riconosciuta. Un elemento importante che chiarisce i contorni di una vicenda che io stesso ho reso pubblica, diversi anni fa, attraverso alcuni video postati sul mio canale YouTube. Nel 2010 ricoprivo la carica di assessore al Bilancio della Regione Lazio e fui chiamato a intervenire per placare gli animi perché, durante la manifestazione, purtroppo, si creò tensione fra i manifestanti e le forze dell’ordine.
Mi frapposi, quindi, per provare a mediare ed evitare che la situazione degenerasse. E’ così che ho sempre interpretato il mio ruolo, al di là dell’incarico ricoperto, e lo rivendico con decisione. Ho sempre considerato di aver ricevuto un mandato popolare innanzitutto per difendere i più deboli e i senza diritti. E’ quello che ho sempre cercato di fare e continuerò a fare. Credo che il ruolo della politica sia quello di favorire il dialogo, nel rifiuto di ogni forma di violenza, e di ascoltare e dar voce agli ultimi. Non saprei interpretare diversamente il compito affidatomi dai cittadini che mi hanno scelto, negli anni, come loro rappresentante”.
