A pochi giorni dalla visita della Presidente della Camera Laura Boldrini a Regina Coeli,e dopo l’ultimo caso che ha visto un detenuto di 53 anni togliersi la vita a Rebibbia è significativo ricordare che i suicidi commessi nelle carceri italiane hanno una frequenza circa 19 volte maggiore rispetto a quelli commessi dalle persone libere. “I detenuti che si tolgono la vita – ha dichiarato il vicesindaco di Roma Capitale Luigi Nieri – spesso, lo fanno negli istituti dove le condizioni di vita sono particolarmente difficili a causa del sovraffollamento, appunto, ma anche delle poche attività trattamentali e della scarsa presenza del volontariato. Si uccide chi conosce il proprio destino e ne teme l’ineluttabilità, ma anche chi soffre per una mancanza totale di prospettive. E’ evidente che episodi tragici come questo vanno scongiurati, prima di tutto, tutelando la dignità delle persone incarcerate e costruendo per loro un percorso di riabilitazione effettiva, per non togliere a una persona già privata della libertà personale, anche il rispetto di se stesso e la voglia di vivere. La pena, è scritto nella nostra Costituzione, deve avere funzioni rieducative – ha concluso Nieri – chi ha sbagliato deve avere l’occasione di riabilitarsi e reinserirsi nella società”.
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