Violazione delle spending review, incarichi segreti e spreco del denaro pubblico. La Corte dei Conti del Lazio ha aperto una istruttoria sulle nomine dei dirigenti promosse del neo governatore Nicola Zingaretti. Un atto dovuto, fanno sapere della Regione, dopo l’esposto presentato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle che, capeggiati da Davide Barillari, avevano chiesto chiarimenti in merito ad alcune delibere che creavano posti ad hoc per i soliti noti, assunti poi senza alcuna selezione. Della denuncia di queste nomine che i pentastellati definivano segrete Affaritaliani.it aveva già parlato nel luglio scorso.

Doppi incarichi, nomine riservate agli “amici” e sprechi, su quell’esposto da parte del Presidente arrivò la minaccia di querela, ma invece, passato l’estate, la Corte dei Conti lo ha ritenuto fondato, istruendo una istruttoria per verificare l’attività del neo governatore. Sotto la lente della magistratura contabile regionale finiranno ad esempio casi palesi di duplicazione degli incarichi come l’assunzione di un assistente web e a lato quella di un’altra persona con le stesse competenze ma con la denominazione in inglese, oppure l’istituzione del “Comitato per la legislazione”, un “duplicato”, al prezzo di 320mila euro l’anno, dell’ufficio legislativo presso il Segretariato generale della giunta” “Ora – ha dichiarato Davide Barillari, capogruppo dei 5 Stelle – spetta alla Corte dei conti fare chiarezza”.
La notizia, riportata per prima dal Fatto Quotidiano, sempre secondo Davide Barillari rappresenta una piccola vittoria del Movimento. “Abbiamo capito che la tattica è quella di isolarci in consiglio – conclude il capogruppo pentastellato – ma la nostra controffensiva è quella di parlare con i fatti. Molto spesso siamo derisi e non ascoltati in consiglio regionale, ma noi sappiamo quello che diciamo e questa ne è la prova”.
