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“Non incitare i vandali”. L’Unesco contro i media

Il Presidente della Commissione Nazionale Italiana, Giovanni Puglisi, prende posizione contro gli atti vandalici che hanno danneggiato, da ultimo, la fontana di Piazza del Popolo

“Più noi enfatizziamo queste forme di vandalismo, più noi diamo idee ai potenziali vandali. Dietro questi atti, infatti, c’è anche una forma di frustrazione e di esibizionismo che non necessariamente si conclude con la foto dell’esibizionista, ma si appaga anche solo nel creare quel clamore che poi lo porta indirettamente sui giornali. È giusto sì riportare le notizie, ma si corre il rischio di incappare in inconvenienti analoghi a quelli dell’emulazione degli omicidi. Ricordo, ad esempio, che dopo il delitto di Cogne ci fu una mamma che mise il bambino nella lavatrice. Preciso pertanto che non sto invocando la censura né il silenzio stampa, bensì un giusto equilibrio tra la notizia e il clamore”.
Interpellato sul danneggiamento della statua della Dea Roma al centro della fontana di Piazza del Popolo, a Roma, così si è espresso Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, pur premettendo che avrebbe evitato volentieri di fare commenti per non entrare in contraddizione con il suo pensiero.
“Può essere – prosegue Puglisi nel suo sfogo – che in Italia non ci sia un bene culturale che sia ben curato, ben gestito, rispettato dai visitatori e voluto bene dagli abitanti? Invece i beni culturali assurgono regolarmente agli onori della cronaca soltanto quando c’è il timone spezzato, il braccio rotto e i ragazzini che fanno il bagno nella sorgente della Reggia di Caserta… Allora poi si comincia a invocare l’intervento dell’Esercito, quello della Marina ecc. Ci manca soltanto che chiamiamo anche i marines a tutelare i beni culturali! C’è ormai un bisogno esasperato di protagonismo sia da parte di coloro che fanno degli atti di vandalismo sia da parte di quelli che dopo li commentano”.