Un dato inatteso, che questa volta non arriva dalle acque reflue ma direttamente dall’aria che respiriamo. Le centraline antismog, oltre a misurare l’inquinamento, diventano infatti strumenti capaci di raccontare anche le abitudini di consumo di droghe nelle città italiane. È quanto emerge dall’ultimo report del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, presentato in Parlamento, nell’ambito del progetto Psico (Presenza di sostanze illecite nell’aerosol urbano).
Cocaina nell’aria: Roma guida la classifica
Analizzando le polveri sottili Pm10, il progetto ha registrato a Roma la presenza più alta di cocaina tra tutte le città monitorate. La centralina della Bufalotta ha rilevato un valore di 1.174 pg/m³, nettamente superiore a quelli di Pescara e Firenze, che seguono in classifica. Nel report vengono inoltre evidenziati i sequestri di stupefacenti effettuati nel 2025: il Lazio risulta tra le regioni con i numeri più elevati.
Secondo lo studio, condotto con Ca’ Foscari, Cnr, Ris di Parma e dieci Arpa-Appa, «la cocaina è la sostanza più pervasiva», rilevata nel 100% dei campioni con una concentrazione mediana nazionale di 190 pg/m³. Accanto alla cocaina, sono state individuate anche tracce significative di ketamina e thc.
Tre centraline a Roma: Bufalotta, Cipro, Fermi
La campagna di rilevazione, iniziata nella primavera 2025 e conclusa lo scorso inverno, ha coinvolto 17 stazioni in Italia, tre delle quali nella Capitale: Bufalotta, Cipro e Fermi. Tutti i campioni raccolti sono risultati positivi alle tre sostanze monitorate.
Il documento sottolinea come le concentrazioni varino sensibilmente all’interno della stessa città, con Roma che mostra le oscillazioni più marcate.
Settimana lavorativa vs weekend
La cocaina presenta livelli più elevati dal lunedì al venerdì, mentre il thc cresce nel fine settimana. La ketamina, invece, mantiene una presenza costante durante tutti i giorni.
Una fotografia che restituisce, in tempo reale, le dinamiche di consumo nelle 24 ore, incrociando abitudini, movimenti e contesti urbani.
Esposizione passiva: livelli minimi
Il report affronta anche il tema dell’esposizione passiva. Pur essendo presente nell’aria, la quantità inalata è minima: nel punto più critico, la Bufalotta, la dose giornaliera stimata è 0,0235 mg, pari allo 0,016% di una dose media di consumo personale (150 mg). Una quantità che, sottolinea l’analisi, «è ampiamente inferiore a qualsiasi dose per uso personale».

