“Ciao mamma, apri?”. Al citofono di una 80enne si presenta una navigata malvivente che spacciandosi per la figlia si fa aprire il portone di casa. Una volta all’interno si improvvisa venditrice di immagini sacre e fragranze profumate: è solo un pretesto per distrarre l’anziana signora e derubarla di oggetti e monili d’oro. Un bottino da oltre 3mila euro. Con un primo furto andato a segno, la malvivente decide di riprovarci quando qualche giorno dopo quando intercetta di nuovo la vittima in piazza San Cosimato.

La ladra, una 36enne di Ardea con numerosi precedenti penali, convinta di non essere riconosciuta, ha tentato ancora una volta di raggirare l’80enne. Ma l’arzilla vecchietta, invece, l’aveva riconosciuta eccome ed è stata al “gioco”, tentando di attirare la ladra-truffatrice nella strada della vicina caserma dei Carabinieri. Quando la 36enne ha intuito le reali intenzioni della nonnina, ha tentato di allontanarsi con una scusa, la nonnina ha chiamato i militari.
Una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere è piombata addosso alla truffatrice bloccandola e sottoponendola a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di furto aggravato. La 36enne si trova ora nel carcere di Rebibbia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
