Arrivo romano e tappa al Nobu Hotel
Robert De Niro è atterrato con un jet privato per partecipare alle celebrazioni del cinquantesimo anniversario di “Novecento” di Bernardo Bertolucci. Prima di dirigersi verso Piazza San Cosimato, l’attore ha fatto una breve sosta al Nobu Hotel di Via Veneto, la struttura di lusso di cui è cofondatore.
Una piazza in delirio per la ‘leggenda’
A Piazza San Cosimato a Trastevere tifo da stadio, ola e una folla gremita hanno accolto l’82enne De Niro, invitato dalla Fondazione Piccolo America per la chiusura della XII edizione de Il Cinema in Piazza. L’attore ha introdotto la proiezione della versione restaurata di “Novecento” in un dialogo con Antonio Monda e Valerio Carocci.
Ricordi dal set, tra confusione linguistica e ristoranti memorabili
Interrogato su come conobbe Bertolucci, De Niro ha raccontato aneddoti con il suo consueto humour: «All’inizio pensai fosse pazzo, ma la sceneggiatura mi colpì». Ricordando le difficoltà del set, ha spiegato che la convivenza di lingue diverse — italiano, francese e inglese — generò confusione, ma ciò che gli rimase impresso furono «i magnifici ristoranti di Reggio Emilia».
Il metodo di Bertolucci e “girare fuori sequenza”
De Niro ha ricordato una scena particolare; nel film interpreta una versione molto anziana del suo personaggio, scena che venne girata prima e poi rifatta alla fine. «Ero abituato a girare in sequenza — ha detto — ma Bertolucci non lavorava così», raccontando la singolare metodologia del regista.
Il contesto politico del film
Nel corso del dialogo, Valerio Carocci ha sollevato una questione politica, domandando come mai un film-manifesto contro il fascismo fosse finanziato con fondi hollywoodiani. «Certo è un film sul fascismo, ma non so bene quello che è accaduto e non so neppure se lui fosse comunista o socialista, era però sicuramente per la gente»-ha risposto De Niro
L’omaggio ai colleghi e il saluto finale
De Niro ha speso parole affettuose per colleghi e registi — da Sergio Leone, «uomo pieno di senso dell’umorismo», a Joe Pesci, da Al Pacino, a Meryl Streep e Donald Sutherland — e ha salutato la piazza al grido «God Bless Italy», tra l’entusiasmo dei presenti.
Il restauro del capolavoro
La versione restaurata di “Novecento” è frutto di un lavoro congiunto di 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce-Cinecittà e Cineteca di Bologna, con la collaborazione di Alberto Grimaldi e il supporto tecnico del laboratorio L’Immagine Ritrovata, sotto la supervisione di Bernardo Bertolucci e del direttore della fotografia Vittorio Storaro.







