di Claudio Roma
Diciotto camion “sospetti”. Tutti nel sito della Ecofer alla Falcognana. E al presidio No Discarica Divino Amore scatta l’allarme. In duecentocinquenta persone hanno dati vita a blocchi stradali consecutivi: il primo alle 22 di mercoledì sino all’una di notte; il secondo dalle 6,50 alle 9.
Il comitato torna sul piede di guerra e regala una mattinata da incubo sulla strada che collega Roma con Santa Palomba: decine i camion in fila, automobilisti impazziti e traffico praticamente paralizzato nel quadrante sud. “Ed è solo il preludio a quello che faremo qualora il progetto della discarica alla Falcognana dovesse andare avanti”, hanno minacciato di fronte ai vigili urbani che cercavano di arginare il flusso del primo mattino.
Da Bologna Valerio Fiori, amministratore delegato della società Ecofer tuona: “Ma quale sabbia e altro, i camion che sono entrati sono i nostri. Io l’ho detto cinque volte: nel mio impianto non voglio rifiuti urbani, non voglio l’immondizia di Roma… io non faccio quel mestiere. L’unica soluzione che hanno è quella di espropriare la discarica ma devono sapere che con essa “espropriano” anche i miei 150 operai. Che ci faccio con queste persone se mi tolgono la discarica? Il manager della società bolognese aggiunge e chiarisce alcuni delle leggende nate intorno all’impianto: “Noi siamo una società specializzata nel recupero di materiali e non nei rifiuti urbani; abbiamo salvato Roma dall’emergenza sfasci nel ’92 e ora recuperiamo, mi perdoni l’espressione, tutta la merda di Roma che altrimenti sarebbe sommersa di carcasse di auto. Probabilmente diamo fastidio a qualcuno perché in tuta questa vicenda siamo solo vittime di strumentalizzazioni. I terreni acquistati? Fantasie. Due anni fa abbiamo finalmente acquistato una fascia di rispetto per la quale pagavamo l’affitto da oltre 10 anni e se ci sono stati movimenti catastali è solo per mettere in ordine le particelle. Quale espansione e quale Cerroni. Ecofer è una società che ha tutelato i propri soci per problemi con la criminalità organizzata. Siamo vittime e basta”.
Infine i rapporti col commissario Sottile: “L’ho visto una sola volta, era il 13 agosto e mi hanno convocato loro. Nella riunione ho ribadito che non è il nostro lavoro perché quando abbiamo aperto l’impianto abbiamo dato garanzie alla gente. Invece di cercare discariche e togliere il lavoro agli altri, il Lazio faccia come l’Emilia: 8 gassificatori e nessuna emergenza rifiuti”.

