Costretti a mangiare vegano e a restare in silenzio durante i pasti. Era questo, secondo la Procura, il regime imposto da un padre ai due figli, di 16 e 14 anni, una ragazza e un ragazzo.
Un decalogo di regole rigide, accompagnato da punizioni che gli inquirenti definiscono «ossessive e mortificanti». L’uomo, residente in provincia di Roma, rischia ora una condanna a cinque anni per maltrattamenti: è la pena chiesta dal pm al termine di un’indagine che ricostruisce un clima familiare segnato da violenza, controllo e umiliazioni.
Il silenzio assoluto era la regola principale
Il silenzio assoluto a tavola era una delle prescrizioni principali. Quando i ragazzi osavano parlare, il padre — secondo l’accusa — reagiva con aggressività, colpendoli con calci, schiaffi alla nuca e pugni. Anche vestirsi con lentezza o uscire di casa con qualche minuto di ritardo avrebbe comportato punizioni fisiche.
In più occasioni l’intera famiglia sarebbe stata svegliata nel cuore della notte per cercare il telecomando della televisione. In un episodio, l’uomo avrebbe afferrato il figlio per le caviglie, tenendolo a testa in giù perché il ragazzo si era rifiutato di andare a scuola.
In alcune occasioni i figli costretti a mangiare in bagno
La dieta vegana imposta ai figli era un altro pilastro del sistema punitivo. L’uomo, secondo il capo d’imputazione, avrebbe buttato via cibo già preparato — dolci, torte — per evitare che qualcuno infrangesse la regola. In alcune circostanze i due ragazzi sarebbero stati costretti a mangiare in bagno, o a restare senza cibo. In altre, avrebbero dovuto rimanere in piedi accanto al letto del padre mentre lui dormiva, come forma di penitenza.
La figlia, assistita dall’avvocata Ilaria Boiano di Differenza Donna, ha raccontato anche un episodio in cui il padre avrebbe letto il suo diario digitale, distrutto il computer e lasciata fuori casa per tutta la notte dopo aver trovato riflessioni ritenute “sgradite”.
Una situazione venuta alla luce solo nel 2023
Durante il processo è emerso un quadro di comportamenti imprevedibili: lanci di oggetti, suppellettili scaraventate fuori dalla porta, tavole rovesciate per motivi futili. Azioni che, secondo l’accusa, avrebbero terrorizzato l’intero nucleo familiare fino al 2023, quando la situazione è finalmente emersa e ha portato all’intervento della magistratura.

