“Quando l’ho visto ho pensato: ‘Ma che sta a dormì?’, stava seduto ed era piegato su se stesso. Poi invece ho visto che c’era tutto sangue, tanto sangue, che gli scendeva da dietro la schiena”. Comincia così il racconto della signora che intorno alle 10.20 ha chiamato la Polizia per segnalare il cadavere di un ragazzo in una via della periferia est, non lontano da Tor Bella Monaca. “Chissà da quanto stava là, quanta gente l’avrà visto… indossava una tracolla – ricorda – Vicino c’era un telefonino bianco, nuovo, nuovo, uno smartphone, ancora incartato con la pellicola, e poi un pacchetto di sigarette e una boccetta, di cosa non so, sembrava profumo”.
Una “pista” di gocce di sangue che vanno dal cancello di una palazzina in via di Torrenova 153 al camioncino verde in via dei Coribanti, a Torre Gaia, dove a poche ore di distanza dall’ultimo delitto che ha insanguinato la periferia della Capitale il cadavere di una persona è stato trovato all’interno del cassone di un furgoncino verde parcheggiato davanti a una palazzina. L’uomo, con i capelli biondi cortissimi, che indossa solo dei pantaloni a pinocchietto, presenta due ferite da arma da taglio nella schiena.
Sul posto i Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca e del Nucleo Investigativo di Frascati che indagano per definire dinamica e cause della morte. Secondo una prima ricostruzione il giovane, dopo essere stato accoltellato potrebbe aver cercato un rifugio all’interno del camioncino che appartiene al titolare di autofficina della zona.
A quanto si apprende, ad aver dato l’avviso, verso le 10 di stamattina, sarebbe stato un ragazzo residente nell’appartamento che affaccia sul parcheggio dove si trova il furgone. A seguire le operazioni una folla di residenti e curiosi, che staziona all’incrocio tra via dei Coribanti e via di Torrenova. Una signora, affacciata dal balcone della palazzina adiacente, racconta: “Ieri il furgoncino c’era”.
