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Ospedali sotto assedio, Policlinico al collasso. “Mancano letti e solo 2 infermieri in turno”

Personale sotto organico e frustrato. Pazienti trasferiti in reparti non idonei. La denuncia della Cisl: “Anche oggi non siamo mai scesi sotto i 100 accessi al pronto soccorso”. E il picco dell’influenza è previsto per i primi giorni di Febbraio

Anche questa mattina gli accessi al pronto soccorso del Policlinico Umberto I fotografano una situazione di ingolfamento che sottopone “il personale, già sotto organico, ad una situazione di tensione e forte stress”. A lanciare nuovamente l’allarme affollamento è il Segretario coordinatore aziendale Cisl Fp del Policlinico Umberto I, Claudio D’Angelo.

Ogni settore ha solo due persone in turno. Il personale è frustrato, subisce attacchi, aggressioni, minacce, denunce e ha raggiunto il livello massimo di sopportazione. Inoltre, l’età media degli infermieri in azienda si aggira intorno ai 55 anni”. “Non siamo mai scesi sotto i 100 accessi al pronto soccorso – ha spiegato D’Angelo – A mezzogiorno avevamo 149 persone al triage, di cui 27 in attesa di essere visitati: 7 codici gialli in attesa di trattamento, 17 codici verdi e tre bianchi. 68 pazienti erano già in trattamento, di cui 4 in codice rosso, 35 in codice giallo, 27 codici verdi e due bianchi. 51 pazienti già erano stati trattati ed erano in attesa di allocazione posto e tre codici gialli erano in terapia subintensiva”.

Al pronto soccorso del Policlinico, la carenza di personale viene colmata da “alcuni infermieri della cooperativa Osa che, da 10-15 anni, soprattutto in vista del “primi giorni di febbraio, periodo in cui è previsto il picco dell’influenza e la situazione peggiorerà”. Il sindacato continua quindi a chiedere a gran voce che venga trasferito “maggior personale nei reparti più critici; lo sblocco del turn over e dunque delle assunzioni, almeno per quanto riguarda le aree critiche. La Cooperativa non riesce a sopperire alla carenza”, ha aggiunto D’Angelo, invocando inoltre la “stabilizzazione del personale precario” e l’aumento di “posti letto di medicina generale nel pronto soccorso. Speriamo che vengano approvati atti aziendali che davvero sappiano realizzare le esigenze e le aspettative del cittadino. La Regione deve mettersi in testa che noi siamo soggetti a continui tagli in nome della spending review, ma è inevitabile che questa situazione si ripercuota sulle strutture che rimangono aperte e, come sindacato, chiediamo che venga rispettato e garantito il diritto alla salute.

A causa della mancanza di posti letto, alcuni pazienti vengono addirittura trasferiti in reparti non idonei”. D’Angelo ha concluso sottolineando che “le Case della salute momentaneamente non stanno dando la risposta che auspicava la regione Lazio. Sicuramente molti accessi al ps potevano essere assorbiti da queste strutture, forse però c’è un problema a livello organizzativo che va risolto”. Una delle proposte che il sindacato rivolge al direttore generale per ovviare alla carenza d’organico che, obiettivamente, “non si può risolvere da un giorno all altro”, è creare una forma di “reperibilità del personale aziendale, in modo da poter ave una lista di nomi da chiamare al momento del bisogno”.