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Ostia, c’è l’Ufficio ma il turismo no

E’ arrivata l’estate anche a Roma. Temperature bollenti, sorseggiando un succo di frutta al mattino, in uno dei tanti chioschi degli stabilimenti balneari, si staglia all’orizzonte un mare piatto come una piscina, dove barche a vela, ragazzi che remano sullo stand up, signori in canoa, mamme che fanno il bagno con i loro figli, dipingono un quadro che sa di vacanza, ma forse vacanza non è.
Nella Capitale il turismo non significa mare. I media riprendono scene di  stranieri accaldati con la mappa turistica di Roma che si bagnano evaporando nelle fontane, a Piazza del Popolo, nelle acque della Fontana di Trevi, a Piazza di Spagna. Forse nessuno  ha detto loro che Roma ha il mare, e si può raggiungere in 20 minuti con un trenino, anche  se inefficiente e  un po’ retrò.
Così spostando lo sguardo vero il cielo, passeggiando sull’arenile, si nota che ogni 3 minuti c’è un aereo che vola, che parte o giunge nello scalo internazionale di Fiumicino, e si ci chiede perché di tutti questi flussi di persone, nessuno arriva al mare. Nella promozione turistica non c’è neppure un depliant, un’immagine, un qualcosa che rammenti al mondo che qui c’è il mare mediterraneo, come a Barcellona. Solo la città catalana, infatti, ha caratteristiche simili a Roma, ed in occasione delle olimpiadi ha spostato il baricentro della città dal centro storico all’area balneare, creata dal nulla in pochissimo tempo.  Ma Barcellona investe in promozione internazionale 10 volte quello che investe Roma. Sul litorale romano non ci sono alberghi di richiamo,  e quei pochi raccolgono, registrando comunque il tutto esaurito nei 6 mesi di alta stagione, appena il 2,5 % di tutto il flusso turistico della Capitale.  L’Ufficio di promozione turistica di Roma Capitale non vede il mare, gli operatori turistici del litorale romano da pochi anni si sono  organizzati per andare alle borse internazionali, vagando in cerca  di una sponda da parte degli Enti Territoriali. La Regione Lazio latita quando si tratta di dare spazio al mare della Capitale, Roma non risponde o si scorda. Il dipartimento Turistico  si avvale di dieci punti di informazione turistica, chiamati PIT, l’unico sul quale sono stati tagliandi i fondi è quello di Ostia, che lavora solo il sabato e la domenica, tutto il resto della settimana e chiuso, e sul quale sono stati posizionati davanti l’entrata dei bidoni dell’immondizia, che lo nascondo sul lungo mare. Praticamente in stato di semi abbandono. Ciò evidenzia la percezione che tutti gli addetti ai lavori da tempo maturano: non c’è un piano di crescita verso il quadrante ovest della città, o meglio, la prospettiva del futuro si è fermata all’Eur, interrompendo il percorso verso il mare. Anche il Ministro del Turismo Franceschini, in una recente visita all’area archeologica del porto di Traiano si è accorto delle potenzialità  enormi del quadrante sud, intuendo che  La città di Roma può mescolare i diversi turismi, il mare può  integrarsi con la storia dell’arte, e l’archeologia, aumentando la permanenza media nella città. Roma è la seconda città più apprezzata dai turisti di tutto il mondo.  Albergatori, balneari, operatori commerciali del litorale romano,  tutti sono convinti che, se si vuole elevare  il numero di presenze,  bisogna spostare i flussi  sul mare, in modo organizzato e non casuale, perché il turismo non può essere solo testimonianza del passato, anche se la storia di Roma  è di importanza globale.  
Così dopo tanti sforzi e trattative con l’Amministrazione locale,  è stato Istituito per la prima volta l’Ufficio del Turismo a Ostia, ma che dovrebbe coordinare, calendarizzare eventi, programmare la promozione. Ma ci risiamo, finiscono i fondi, non finanziamenti per progetti Per la prima volta gli operatori stanno mettendo a sistema le proprie offerte, con accordi commerciali. E’ nata la Card il Mare di Roma, si sta realizzando un catalogo che metta a sistema il prodotto “Mare  di Roma”. A Rimini l’Ufficio del Turismo è dedicato un palazzo  importante come un monumento. Sarebbe bello fermarsi  qualche giorno Roma, e poi, prima di ripartire, trovare la stessa qualità romagnola o versiliese.