Ultimamente l‘intero sistema mediatico ha acceso i fari sull’interesse da parte della criminalità organizzata, al mercato delle spiagge. Gli imprenditori balneari apprezzano molto la forza e la determinazione con la quale la nuova Giunta Capitolina vuole contrastare i tentativi di infiltrazioni mafiose camorristiche all’interno dell’Amministrazione Municipale. Stiamo sulla buona strada. Nell’ultimo periodo, abbiamo avvertito sulla nostra pelle, il tentativo da parte di soggetti esterni alla comunità imprenditoriale lidense, di aprire le maglie delle istituzioni per aggirare regole e prendersi le spiagge.
L’attenzione dedicata ai media negli ultimi giorni al litorale romano non offre un’immagine rappresentativa della realtà, bisogna stare attenti, infatti, a non criminalizzare l’intero sistema che supporta le economie del mare di Roma. Le cronache narrano di chioschi dati alle fiamme, minacce, racket, stabilimenti nel mirino della criminalità per riciclare denaro proveniente dal traffico di droga.
Tutte le grandi metropoli hanno le proprie sacche di povertà, ed affrontano problemi legati alla microcriminalità, alle grandi e piccole organizzazioni. Miami, per esempio,è una città magica, frizzante, una dei luoghi del desiderio nell’immaginario turistico, eppure è considerata la porta degli Stati Uniti per il narcotraffico, dove entra il 70% della marijuana e della cocaina destinata al mercato nord americano.
Assobalneari Roma è da sempre una realtà che vigila sulla correttezza delle norme e delle procedure, che ha sempre messo li proprio bagaglio tecnico ed esperienziale al servizio degli imprenditori balneari associati, ma anche dell’amministrazione comunale. Ci auguriamo, infatti, che tale rapporto possa continuare anche con la nuova squadra politica. I concessionari degli stabilimenti balneari del Litorale di Roma, sono tutti imprenditori noti e storici, gente che lavora nel rispetto delle regole da sempre, e che già sta subendo una profonda crisi, dovuta soprattutto alla carenza di un prodotto turistico non adeguato alla Capitale d’Italia. Tutti vorrebbero che anche le spiagge, gestite direttamente dal Comune di Roma, siano in grado di offrire un sistema di servizi di qualità per i cittadini e per i turisti. Tutti vorrebbero che la città sia attrezzata all’accoglienza internazionale.
Serve una pianificazione turistica e imprenditoriale, serve che il mare di Roma diventi una meta turistica. Quando la città avrà qualcosa da dire, allora potrà cambiare anche la promozione e si potrà parlare di altro, le cronache non racconteranno solo di sparatorie, regolamenti e scontri tra bande. Se non faremo questo passo, il Litorale resterà sempre la Coney Island della Capitale d’Italia, un ex stazione turistica e balneare, lasciata al suo lento degrado e lontana dai piani di crescita e sviluppo urbanistico e socioeconomico.
Tutte le grandi metropoli affrontano la criminalità, tutte le grandi mete turistiche lavorano sul posizionamento della comunicazione. Ma forse non siamo ancora, né una grande metropoli, né una meta turistica.
Renato Papagni, Assobalneari Roma
