Un botto, pezzi di vetro che volano nel cortile e un urlo. Improvviso il dramma cala nel cortile di un istituto tecnico della Capitale. In tanti accorro sul posto. Sul tetto di una macchina parcheggiata c’è il corpo di un ragazzo. È ancora vivo. In un attimo l’ambulanza arriva sul posto.
È da poco passato mezzogiorno quando dalla finestra del terzo piano di un istituto tecnico nautico in via Salvatore Pincherle, un ragazzo romeno di 16 anni è volato nel cortile sottostante atterrando con le gambe su una microcar parcheggiata. I soccorsi sono fulminei e il 16enne, gravissimo, è stato trasportato all’ospedale San Camillo in codice rosso.
All’origine del gesto una storia di solitudine spiegato in un messaggio di scuse indirizzato via Facebook alla madre: non sopportava più di essere ridicolizzato dal padre che non accettava la sua omosessualità. E anche a scuola i compagni sembra lo avessero ghettizzato: lui arrivato da poco in quella scuola era stato preso di mira proprio per le sue preferenze sessuali. Così, solo, non ha retto alla pressione è si e lanciato nel vuoto. Non è in pericolo di vita e una volta che i medici avranno dato l’assenso potrà raccontare la sua versione agli agenti di Polizia che stanno investigando.

