Può capitare di trovare un nido, qualche animale selvatico o abbandonato, e forse persino una specie rara durante un intervento di recupero ambientale. Molto più difficile, invece, è imbattersi in un’intera colonia composta da centinaia di esemplari. Eppure, è esattamente ciò che è accaduto nei giorni scorsi alla Caffarella, dove un’operazione di sgombero ha riportato alla luce una realtà che nessuno avrebbe mai immaginato di trovare: circa 900 tartarughe terrestri, appartenenti a due specie, protette nel cuore della Capitale.
Cosa accadrà ora alle tartarughe? E come sono arrivate nel parco?
La scoperta è avvenuta quasi per caso, durante la liberazione di un’area occupata abusivamente all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica. Le tartarughe rinvenute appartengono alle specie Testudo hermanni e Testudo marginata, entrambe tutelate da specifiche normative e considerate di particolare interesse dal punto di vista naturalistico. Nella medesima zona è stata inoltre trovata una vasca popolata da numerose carpe koi di grandi dimensioni, ulteriore elemento che ha reso l’intervento ancora più delicato. Sul posto sono infatti intervenuti la Polizia Locale di Roma Capitale, i Guardiaparco, i Carabinieri del Reparto CITES, le Guardie Zoofile Earth ODV e i veterinari della ASL Roma 2, chiamati a gestire la situazione e a verificare le condizioni degli animali.

In seguito ai primi rilevamenti sul posto, gli esperti hanno escluso uno spostamento immediato, poiché questo comporterebbe dei rischi considerevoli. Le schiuse sono in corso e molte uova devono completare il loro ciclo. Pertanto, trasferirle in questa fase significherebbe mettere a rischio il benessere degli esemplari adulti e dei piccoli ancora in fase di schiusa. Un aspetto che renderebbe anche il censimento piuttosto complicato da portare a termine, almeno per il momento, visto che il numero complessivo potrebbe crescere nel corso delle prossime settimane, facendo ulteriormente aumentare una popolazione già considerata straordinaria per consistenza.
In attesa di individuare una soluzione definitiva, l’Amministrazione ha quindi deciso di lasciare temporaneamente gli animali nel luogo in cui sono stati trovati. L’attuale detentore continuerà ad accudirli, ma soltanto sotto il controllo dei Guardiaparco, i quali hanno assunto il controllo dell’accesso al terreno. Nel frattempo i veterinari della ASL Roma 2 predisporranno prescrizioni specifiche per migliorare le condizioni di alimentazione e di detenzione.
Com’è stato possibile, però, che una colonia di tali dimensioni crescesse per anni senza attirare l’attenzione? Per ora non si hanno aggiornamenti a riguardo. Saranno gli accertamenti delle autorità a ricostruirne la storia e a chiarire in che modo queste tartarughe siano arrivate fin lì.

