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Parte dal Cavour l’autunno caldo degli studenti: occupato il liceo scientifico di via delle Carine

Occupato il liceo scientifico Cavour di Roma: lezioni sospese e protesta degli studenti contro condizioni degli edifici, caro scuola e politiche del Governo. I collettivi annunciano nuove mobilitazioni e il rischio è che altri licei seguano rapidamente l’esempio di via delle Carine.

Parte dal Cavour l’autunno caldo degli studenti: occupato il liceo scientifico di via delle Carine

Striscioni, fumogeni e la parola d’ordine dei collettivi: “Blocchiamo le scuole”. La protesta potrebbe ora allargarsi ad altri istituti della Capitale.

L’autunno caldo della scuola romana ha trovato il suo primo indirizzo: via delle Carine, a due passi dal Colosseo. Nel pomeriggio di martedì 6 ottobre gli studenti hanno occupato il liceo scientifico Cavour, dando ufficialmente il via a una mobilitazione che da giorni veniva annunciata nei principali istituti superiori della Capitale.

Davanti alla scuola sono comparsi striscioni e fumogeni. Il messaggio scelto dagli studenti è netto: “Contro la scuola caserma. Soldi alla scuola e non alla guerra”. Poco dopo è arrivata anche la conferma dell’istituto: attività didattiche sospese fino a nuova comunicazione.

Dal Cavour può partire un effetto domino

L’occupazione non nasce dal nulla. Nelle ultime ore diversi collettivi romani avevano annunciato assemblee, picchetti e iniziative davanti alle scuole, guardando anche alle proteste studentesche francesi. Tra i temi sollevati ci sono il caro libri, le cosiddette classi pollaio, lo stato degli edifici e le politiche scolastiche del Governo. Una mobilitazione che coinvolge, tra gli altri, studenti del Cavour, del Plinio, del Montessori, del Giulio Cesare e dell’Avogadro.

Secondo il collettivo Osa, prima dell’occupazione al Cavour si sarebbe svolta un’assemblea straordinaria. Da lì la decisione di passare al blocco dell’istituto, accompagnata dallo slogan destinato probabilmente a diventare il leitmotiv delle prossime settimane: “Un’occupazione in ogni scuola”.

Presidi preoccupati: “La didattica rischia di fermarsi”

Sul fronte opposto cresce la preoccupazione dei dirigenti scolastici. Le occupazioni, soprattutto quando si protraggono per giorni, significano lezioni perse, problemi di sicurezza e talvolta danni agli edifici. Un copione che a Roma si ripete quasi ogni autunno e che quest’anno sembra essere partito con qualche settimana di anticipo.

Al Cavour, peraltro, l’anno scolastico era già cominciato con alcune aree esterne interdette in attesa di interventi di messa in sicurezza. Ora gli occhi sono puntati sugli altri licei. Se il Cavour resterà un episodio isolato oppure diventerà il primo tassello di una nuova stagione di occupazioni lo diranno le prossime ore.