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“Per salvare la spiaggia uccidete Ostia”. La rivolta di sportivi e pescatori

“Per salvare la spiaggia uccidete Ostia”. La rivolta di sportivi e pescatori
Sotto accusa il progetto da 5 milioni di euro per contrastare l’erosione con scogliere artificiali. “Un’operazione superata -denunciano gli operatori – Buone forse per mettere una fila di lettini ed ombrelloni in più, ma se poi non si può godere del mare…”

“Le ultime spiagge di sabbia presenti ad Ostia scompariranno”. La paura dei lidensi è diventato un esposto firmato da 50 stabilimenti balneari, dalla comunità dei pescatori e dalle scuole di vele e surf che raccontano di un disastro annunciato. Sotto accusa il progetto di instaurare pennelli di scogliera ogni 500 metri tra il Canal dei Pescatori e la spiaggia di Capocotta, opere rigide a forme di T larghe fino a 200 metri e lunghe dalla riva verso il largo di 240 metri.
“Un’operazione superata, non risolutiva al fine di contrastare l’erosione e dannosa per l’ambiente – denunciano gli operatori del Mare di Roma – “Che senso ha investire 5 milioni di euro, forse per mettere una fila di lettini ed ombrelloni in più, se poi non si può godere del mare. Ostia è una città sul mare anche per lo sport”.
A sugello della tesi vengono portati alcuni esempi fallimentari effettuatu sul Litorale di Fiumicino, compreso tra il vecchio Faro ed il fiume. “Interventi fatti da ponente a levante non hanno mai  riscosso successo, salvo riempire la costa di scogli che rendono impraticabili le attività diportistiche e surfistiche in generale”.
Il Responsabile di Ostia Giammaria Giuntali, noto surfista locale, vede altresì con preoccupazione la pressochè totale sparizione del “beach break” ostiense. L’onda su sabbia, onda adatta ai principianti che rappresentano in numero consistente di presenze sul mare sia in estate che in inverno, andrebbe a sparire. Attualmente , proprio per questo motivo, vengono praticate per il surf solo le spiagge di Ostia levante, perché la costa vicino al Porto Turistico è stata deturpata proprio dalla posa dei pennelli applicata dall’Ardis. Ostia ponente è dunque out, e presto anche dal Canale dei Pescatori in poi, verso la riserva del Presidente si ripercorrerà la stessa drammatica operazione.
“Nelle località più famose al mondo per surf, vela e sup- spiega Stefano Pisano, Presidente della società dilettantistica PettiRosso Sail, affiliata alla Federazione Italiana Vela – sono caratterizzati da  presenza di sabbia che viene sempre garantita ogni anno ed in modi economicamente ecosostenibili, diversi da quelli utilizzati sul Litorale romano che da anni stanno compromettendo la natura di queste spiagge, fonte di sviluppo di attività e discipline sportive”.