Tutto è nato in merito ai giochi olimpici invernali che verranno ospitati nella cittadina russa di Sochi. Da tempo le associazioni che si battono per i diritti civili delle coppie omosessuali hanno richiesto una ferma presa di posizione in merito alle leggi repressive contro la libertà sessuale imposte da Putin in Russia, e ai circoli capitolini non sono andate a genio le dichiarazioni del rappresentate italiano del Comitato Olimpico Internazionale Mario Pescante che a margine del consiglio nazionale del Coni si è lasciato sfuggire, come da lui stesso ammesso, un linguaggio non consono.
“È assurdo che gli Stati Uniti d’America mandino in Russia quattro lesbiche solo per dimostrare che in quel paese i diritti dei gay sono calpestate. Lo facciano in altre occasioni..”. Questa la frase incriminata, bollata dal presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli come deliranti.
Per Andrea Maccarrone le parole di Pescante sono gravissime: “e rievocano i periodi più bui della nostra storia quando, per compiacere le posizioni antisemite e razziste della Germania nazista, furono epurati dalla delegazione tedesca delle Olimpiadi di Berlino del 1936 gli atleti neri, ebrei e rom. I giochi olimpici sono da sempre momenti di pacificazione, incontro e confronto fra culture profondamente diverse. È assurdo – prosegue il presidente del Mario Mieli – derubricare il fondamentale tema della lotta per i diritti umani delle persone Lgbt a pura occasione di scontro politico”.
A poco sono valse le scuse dell’ex presidente del CONI che ha precisato di aver agito in difesa dello spirito dei Giochi a cui sarebbero sacrificabili i più elementari valori di uguaglianza e rispetto dei diritti umani. La comunità arcobaleno ha chiesto le dimissioni di Pescante e, al tempo stesso, esortato il Governo Italiano ad un segnale forte, allineandosi a quanto fatto dagli Stati Uniti, inviando a Sochi rappresentanti e sportivi capaci di rappresentare al meglio le istanze di uguaglianza e rispetto di tutte le differenze.
