Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Piaghe da decubito. Ospedale condannato

Piaghe da decubito. Ospedale condannato

La donna di 87 ani era stata ricoverata al Forlanini e poi morta per shock settico. I giudici di primo grado accolgono il ricorso dei familiari e condannano l’ospedale in primo grado. Lo rende noto Codici

“E’ solo una sentenza di primo grado, ma per i familiari e per l’associazione CODICI che li ha assistiti legalmente, significa un enorme passo in avanti. I giudici del tribunale di Roma hanno accolto il ricorso presentato dai figli di una paziente che nel 2008 era stata ricoverata nell’ospedale romano San Camillo Forlanini riportando gravi piaghe da decubito. L’azienda, in virtù della sentenza, è stata condannata al risarcimento di 15mila euro insieme al pagamento delle spese processuali. I fatti risalgono a quando, da marzo a maggio, la donna di 87 anni venne ricoverata nel nosocomio, a seguito di una caduta accidentale che le aveva provocato un trauma toracico. In quel periodo, comparvero le lesioni a livello sacrale che aggravarono lo stato di salute della signora fino a condurla allo shock settico e quindi al decesso, avvenuto a luglio al San Camillo De Lellis di Rieti”. Lo comunica, in una nota, il Codici.
“La nostra Associazione – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI – è soddisfatta della sentenza del tribunale in favore della famiglia. I giudici hanno riconosciuto che l’ospedale non ha provveduto a un’assistenza adeguata della paziente. Le piaghe da decubito in generale rappresentano un problema della sanità a cui è necessario fronteggiare una reale opera di prevenzione”. “L’Associazione CODICI – conclude la nota – ha da anni intrapreso un’azione di sensibilizzazione delle aziende ospedaliere e un appello alle istituzioni regionali affinché i protocolli anti piaghe venissero applicati. I numeri che riguardano il fenomeno sono seri. Come rilevato da CODICI in una recente indagine, a livello nazionale, su 38.354 sinistri ospedalieri, il 78,6% è registrato sotto il nome di piaghe da decubito. Nel 7,7% dei casi, l’ulcera è così grave da provocare un’infezione capace di diffondersi nell’organismo e di stroncare la vita del paziente fragile entro un anno dalla dimissione ospedaliera. In Italia i decessi riconducibili alle lesioni sono 60 mila (60% dei soggetti anziani over 65). Il dato sconcertante è che il 95% delle piaghe si potrebbe prevenire se si applicassero le raccomandazioni delle linee guida.
Codici si è occupata di numerosi casi di piaghe da decubito. La prima battaglia vinta risale al 2004 nei confronti dell’ospedale San Giovanni. Da allora molte altre segnalazioni si sono aggiunte. Quello che negli ultimi anni la nostra Associazione ha riscontrato è la mancata o parziale attuazione da parte delle strutture ospedaliere dei protocolli assistenziali. E’ infatti ancora lontana dall’attecchire nella Regione Lazio la logica della prevenzione delle complicanze ospedaliere, complice la crisi della sanità regionale che perdura da anni e porta con sé diversi problemi. Le ulcere da pressione sono prevedibili da parte del personale se fosse regola costante seguire questi accorgimenti: valutazione del paziente al momento della presa in carico: presenza di qualsiasi condizione che riduca la mobilità o che impedisce al paziente di muoversi o di cambiare posizione; adozione di strategie per i pazienti a rischio: stesura di un piano di posizionamento, cura e osservazione quotidiana della pelle oltre a una corretta idratazione e nutrizione; documentazione di tutte le valutazioni di rischio, osservazione continua e identificazione della lesione”.