Edo Scordo e Antonello Pudva entrano nella band voluta dall’ex leader dei Pink Floyd e guidata dal figlio Harry. Una consacrazione internazionale, tra assoli leggendari, provini segreti e il peso di un’eredità musicale immensa.
Da Milano e La Spezia al pianeta Floyd
C’è chi passa la vita a imitare i propri idoli nelle tribute band e chi, alla fine, si ritrova assunto proprio da loro. La differenza, evidentemente, la fanno talento, ostinazione e una certa familiarità con gli assoli di David Gilmour. È la storia di Edo Scordo, chitarrista milanese, e Antonello Pudva, musicista spezzino, arruolati in Legacy – A Pink Floyd Show, il nuovo spettacolo concepito sotto la supervisione di Roger Waters e affidato alla direzione musicale del figlio Harry.
Non si tratta ddel solito omaggio live buono per nostalgici inconsolabili. Qui c’è il marchio del fondatore spirituale di The Wall, deciso a custodire personalmente la propria interpretazione dell’epopea floydiana. Entrambi arrivano dall’universo dei Brit Floyd, formazione che ha trasformato la devozione per il gruppo britannico in una professione internazionale.
Il provino segreto e la benedizione di Roger
Per Scordo la svolta arriva attraverso Harry Waters, conosciuto durante una tournée. Una proposta misteriosa, qualche registrazione e l’inattesa scoperta che ad ascoltarle sarebbe stato proprio Roger. Sul banco degli imputati, musicalmente parlando, finiscono Comfortably Numb e Wish You Were Here. Il verdetto, secondo quanto raccontato dal chitarrista, è entusiastico.
Pudva percorre una strada diversa: l’incontro con Graham Broad, storico batterista di Waters, gli apre le porte del progetto. Anche per lui provini e selezione, con Time e Dogs tra i brani scelti.
La vera sfida sarà confrontarsi con l’ombra gigantesca di Gilmour, riferimento assoluto per entrambi. Eseguire quelle note è relativamente semplice. Farle respirare come nell’originale è tutt’altra faccenda. Il debutto è fissato per il 15 febbraio 2027 in Georgia, seguito da una lunga tournée. Annunciate anche date britanniche, mentre l’Italia figura tra i Paesi europei nei quali si stanno programmando concerti.
Waters non salirà sul palco, ma supervisionerà lo show. Due italiani, dunque, avranno il compito di mantenere accesa una delle più grandi mitologie del rock. Senza dimenticare che, per entrare davvero nella storia dei Pink Floyd, bisogna prima imparare a convivere con i suoi fantasmi.


