di Fabio Carosi
Il cambio di stagione deve attendere. Anzi, forse è meglio che ci abituiamo ad un guardaroba “elastico”: leggeri se fa caldo e pronti per coprirci quando si abbassa la temperatura.
Ignorato per anni dalla comunità scientifica, il climatologo Roberto Madrigali di fronte all’estate che tarda e alla primavera segnata dalla pioggia continua, si prende piano piano la sua rivincita. Ad Affaritaliani, che lo ha incontrato a Roma dove sta consegnando le bozze del suo libro “sul grande freddo”, Madrigali parla chiaro: “L’estate non c’è e forse non ci sarà più come prima. Tanto per fare un esempio, nel week end a Roma è previsto un crollo della temperature con le massime ferme intorno ai 12 gradi. Sì farà freddo come all’inizio di marzo. E questo perché il clima sta vivendo un momento degenerativo molto forte a causa dell’aumento del pack. Già il vero problema è l’aumento del ghiaccio nell’Antartide e nel Artide, dove invece di diminuire nel periodo di maggiore esposizione alla luce, è incredibilmente aumentato”.

Ma il processo in corso, Madrigali l’aveva previsto da tempo, come la neve su Roma di due anni fa e come l’incredibile trasformazione che ha portato il cielo della Capitale a mandare giù sempre più pioggia.
“E ne verrà ancora – aggiunge – perché siamo di fronte ad un aumento delle precipitazioni dovute all’aria fredda che è in quota. Per il centro Italia la previsione non è delle migliori. L’estate arriverà ma solo alla fine del mese per per la prima decade di giugno, poi si prevede un peggioramento con continui saliscendi della colonnina di mercurio”.
E alla domanda classica dei neofiti di meteorologia sull’arrivo del famoso anticiclone delle Azzorre, risponde mesto: “E’ latitante nell’Atlantico e non è più influente come una volta”.
A guardare il cielo si prepara un’estate da cani. E l’esperto conferma: “Già dobbiamo abituarci all’era glaciale”.
