Esultano grillini. I “gridi” di giubilo sono tutti online sulle bacheche del social movimento. Tanto piglio celebrativo con indici e medi a formare la V non più di vendetta ma di vittoria nasce per la nomina di Valentina Corrado alla presidenza del Comitato regionale di controllo contabile della Regione Lazio.

La giovanissima grillina, classe 1986, nata a Crotone, trapiantata a Pomezia ed eletta al Consiglio Regionale con oltre 2mila preferenze, si trova a presiedere un comitato che oltre che essere inutile, verrà a breve smantellato. Il “Coreco”, previsto dall’articolo 70 dello Statuto, avrebbe dovuto avere le funzioni di una specie di Corte dei Conti interna, ma alla luce dei fatti è risultato un organismo inutile. Ha un limite insito nella sua stessa natura: è composto da cinque membri, scelti tra gli stessi Consiglieri Regionali che dovrebbero controllare se stessi. E infatti non ha funzionato, tanto che durante lo scandalo “pisanopoli” è stato messo sotto accusa da tutti.
Lo Stato si è accorto che nei fatti le Regioni, non avevano organismi terzi, come i revisori dei conti esterni, che controllassero i conti e i bilanci, ma solo orgasmi di controllo interni: il governo allora con l’articolo 14 del dl 138/2011 approva una pesante spending review per le Regioni e oltre alla riduzione del numero dei consiglieri, degli assessori, alla diminuzione delle indennità, al passaggio al sistema previdenziale contributivo, impone anche, con la lettera e), l’istituzione “a partire dal 1° Gennaio 2012 di un Collegio dei revisori dei conti, i cui componenti devono essere scelti mediante estrazione da un albo-elenco, composto da iscritti che devono avere i requisiti di legge, tenuto presso gli uffici del Consiglio”.
Le Regioni si opposero a queste norme e fecero ricorso alla Corte costituzionale che a Luglio 2012 li ha respinti. Il Governo con il DL 174/2012, d’accordo con la Conferenza Stato-Regioni, ha previsto tempi certi e sanzioni economiche. Il Lazio ha tempo sino a giugno di questo anno per modificare il proprio ordinamento e prevedere alla costituzione del collegio revisori dei conti.
Ecco il pasticcio. Ora il Consiglio Regionale ha nominato il vecchio comitato di controllo contabile, comitato inutile e che per legge va cancellato entro 90 giorni.
