di Alberto Berlini
Ci vogliono polmoni, gambe e soprattutto tanta determinazione. Sono stremati quando arrivano al traguardo di una delle gare più toste dello sport: il triathlon. Si parte tutti insieme in piscina, sgomitando, al limite della squalifica, per arrivare davanti al primo giro di boa. Uno, due, tra vasche poi via di corsa fuori dall’acqua. E’ solo l’inizio di una sfida avvincente che Affaritaliani.it ha potuto seguire da bordo vasca allo Stadio del Nuoto di Monterotondo.
Ad appena una settimana dal Trofeo che proprio del comune a due passi da Roma porta il nome, 170 atleti di tutte le età si sono ritrovati nella struttura gestita da Aria Sport, l’azienda tutta italiana specializzata nella riqualificazione degli impianti sportivi. Una “cura” che come il presidente Vittorio Ricerni ha raccontato al microfono di Affaritaliani.it ha dato i sui frutti: un vero e proprio tifo da stadio ha accompagnato gli atleti impegnati in una giornata di sport “a tutto tondo”.
Sfrecciati fuori dalla vasca olimpionica ragazzi e ragazze, suddivisi in categorie in base all’età, si sono catapultati sulle biciclette, per i più coraggiosi anche senza indossare i calzari da bici. Come in una prova a cronometro hanno compiuto dei passaggi a tutta velocità nel circuito allestito attorno all’impianto. Ma non era ancora finita.
Giù dalla bicicletta, “alla bersagliera” si direbbe, il tempo di mettere le scarpe da corsa e l’ultimo sprint nella pista attorno allo stadio di calcio, fino al traguardo. La prova valeva la medaglia di campione regionale. A breve saranno pubblicati i risultati approvati dalla federazione.


