La vicenda della protesta per la localizzazione della discarica sulla via Ardeatina, nei suoi contorni surreali, ha evidenziato ancora una volta la dipendenza della politica dal consenso. Nicola Zingaretti da presidente della Provincia rivendicava la “non responsabilità” dell’Ente nella localizzazione, rimandando la palla a Gianni Alemanno. Ora lo scenario è cambiato. Zingaretti è presidente della Regione e al Comune c’è Ignazio Marino. Quei pochi elettori che sono andati alle urne hanno affidato il loro futuro ad un blocco di centrosinistra decisamente coeso e con le idee chiare. Su tutto, tranne che sulla monnezza. Perché a Roma chi tocca i rifiuti rischia di bruciarsi.
I due che hanno la responsabilità di decidere il futuro della Capitale e della Regione se ne sono lavati le mani, indicando nel ministero il soggetto che deve decidere. Ovvia la risposta del ministro che ha rispedito la palla nel giusto terreno degli Enti locali. Così tutto rimane nel limbo di agosto con sindaco e presidente di Regione che assicurano il rispetto e la tutela della salute dei cittadini ( e ci mancherebbe altro) e che sperano di trovare uno “scemo” che firmi al posto loro. Mentre tutto il sistema prende tempo, i romani dovranno mettere da parte un po’ di soldi per pagare l’inevitabile aumento della tariffa sui rifiuti, visto che l’Ama spedirà all’estero per due anni ciò che noi gettiamo e che gli altri mettono a reddito come energia.
Ma perché se a Corcolle, Riano e Pizzo del Prete sinistra antagonista e Pd sono scesi in campo al fianco dei cittadini, la Falcognana è invece “appalto” del centrodestra? Non dovrà sorgere anche lì una discarica? Chi vive e lavora nella zona non ha gli stessi problemi dei cittadini delle altre località “sfiorate” dall’ipotesi?
Pare proprio di no. Silenzio imbarazzante del Pd e di Sel ad alzare la voce resta la gente e un gruppetto di consiglieri municipali della passata legislatura che fa opposizione dura e pura nella speranza di tornare un giorno al comando. Ogni tanto si affacci anche l’ex sindaco, un altro che è riuscito a non decidere nulla. E poi per il Pd l’intera via Ardeatina è territorio d’imbarazzo. Il tratto di strada che va dal Divino Amore a Santa Palomba è un esempio palese di mala amministrazione. Il nodo è lo stato della strada e l’esercito di Tir che l’attraversa per rifornire la città dal “granaio” di Pomezia: non solo è un cantiere della Provincia mai finito, una trappola per auto, moto e pure biciclette, ma proprio nella zona della Falcognana si è combattuta la prima battaglia tra residenti e Provincia, terminata con la vittoria dei primi e il conseguente divieto di transito per i bisonti. Solo che… La Provincia si è dimenticata di mettere i cartelli, guarda caso, e la Polizia Provinciale ogni tanto mette un autovelox per drenare risorse ma giammai ferma i supercamion che lì non dovrebbero passare. E questo perché i beni informati sostengono che il feudo elettorale del Pd locale gestisce una serie di bar e risotrantini che fanno affari d’oro con i camionisti. Ovviamente si tratta di dicerie, ma resta il nodo che il divieto non viene fatto rispettare.
Insomma, l’Ardeatina rischia di diventare l’esempio dell’irresponsabilità della politica e del becero localismo. In perido di antipolitica, per due voti c’è chi osa ancora.
Fabio Carosi
