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“Prendiamo i campioni per la gola”. Il tennis a tavola, Roma batte Parigi

Gli atleti snobbano le cucine del Roland Garros ed affollano invece il ristorante del Foro Italico. Porzioni “monstre” per i famelici avventori, perché il successo si costruisce partendo dalla tavola. Affaritaliani.it è andato a curiosare dietro le quinte del campo Centrale per scoprire dove cominciano i segreti delle star della racchetta. Con qualche scoperta, ad esempio Djokovic ha un menù tutto suo per battere Nadal

di Alberto Berlini

Le grandi star del tennis sono a Roma per disputare il più importante torneo tennistico italiano. Ma se gli Internazionali BNL d’Italia sono da molti considerati come il secondo principale appuntamento su terra rossa dopo gli Open di Francia, almeno a tavola Roma batte Parigi. Parola di chi si prende cura dei palati degli atleti. Affaritaliani.it infatti è andato a curiosare nelle cucine del campo Centrale del Foro Italico per scoprire dove cominciano i segreti dei campioni.


Lunedì primo giorno “vero” di Internazionali e tra i campi e le cucine tutto funziona a pieno ritmo. Ad accompagnare affaritaliani.it nel dietro le quinte è Antonio Lorusso, responsabile di sala e vero e proprio veterano dei grandi eventi sportivi: al suo comando uno staff di 30 persone che lavorano nel ristorante curato da Autogrill, che  oltre che fornire migliaia di migliaia di pasti nei bar disseminati tra i campi del Foro Italico, serve “a pieno regime” 500 coperti al giorno agli atleti, dalle 11 del mattino fino a notte fonda. “Ma quando giocano la mattina alle 10 cominciamo già a spadellare i primi risotti in bianco – confida Lorusso – In fondo siamo qui per coccolarmi al meglio e l’orario è quanto meno indicativo”.
Un lavoro che riesce alla perfezione visto che come rivela Antonio sono tanti gli atleti che non vedono l’ora di tornare a giocare al Foro Italico. “Alcuni addirittura si ricordano di me, come la Pennetta e la Schiavone – arrossisce Antonio – ma anche Nadal che quando arriva con la schiera di nipotini che lo seguono ovunque monopolizza la sala ristorante, e si trasforma in una festa”.
Atleti che come sono famelici in campo, così lo sono a tavola. A disposizione 80 euro al giorno da gestire tra pranzo e cena, 6 euro un primo, 15 un secondo, ma porzioni orgogliosamente “monstre”. La cucina ai comandi degli chef Mirko Mazzarini e Maria Grazia Pascugli serve un menù davvero tricolore: “Ma la prima cosa che mi chiedono gli stranieri è in assoluto pasta al pomodoro e mozzarella di bufala con crudo di Parma – allarga le mani il maitre – sembra che vengano qua solo per questo”. Ma il menù del self service è vario con primi semplici e “italianissimo, anche se lasciamo sempre una scelta anche internazionale. Ad esempio oggi la paella è molto apprezzata anche dai non iberici”.
Per tutti i campioni i piatti però sono i più semplici: pasta in bianco o poco condita, e carne bianca, magari condita con carciofi, pistacchi, mandorle e champignon. Pochi dolci e solo da forno, e niente vino, quello è “riservato” agli accompagnatori. Poi Antonio svela il segreto con cui Djokovic spera di aver la meglio su Nadal: “Novak da quando è arrivato sta seguendo un regime alimentare con prodotto da celiaco, quindi riso in bianco e pasta, pesce e pollo alla piastra senza condimenti, e frutti di bosco ed avocado a più non posso”.