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“Prima del matrimonio solo..”. Ma si prende l’epatite C. E quindi lo denuncia

IL CASO. Il 21 in Corte d’Appello la strana storia tra un medico romano e un’attrice americana di teatro. Si conoscono ed scoppia l’amore ma le chiede solo rapporti anali per “preservarsi” per il futuro marito. Una notte lui le provoca dolore e una perdita di sangue, probabile vettore dell’infezione, che scopre due mesi dopo, e va in Procura. Ma non per violenza

“Per favore solo sesso anale, non voglio figli. Darò il mio corpo completamente all’uomo che mi sposerà”. Con questa premessa nel 2006 ha inizio la torbida storia tra il dottor Orazio (il nome è di fantasia), medico generico romano e Heidy (anche questo nome è di fantasia), attrice americana di teatro, arrivata in Italia per un tirocinio.
A 9 anni di distanza, la Terza Sezione della Corte di Appello, dovrà giudicare se durante uno degli atti sessuali, nonostante la richiesta della donna di smettere per il dolore subito, il medico trasmise l’epatite C alla sua convivente. Già, perché la stranezza della storia e che la donna lo ha denunciato non per violenza sessuale, ma per l’infezione contratta durante un dei rapporti anali che le causarono un’ulcera anale e una perdita di sangue. Da qui l’infezione.
Lo strano amore ha dunque inizio nel 2006. I due si conoscono casualmente; lei è ingessata per una frattura al piede e lui è un medico. Nasce una simpatia che culmina in un fidanzamento ufficiale e in una convivenza. Il matrimonio è prematuro e quindi su espressa richiesta della ragazza i loro rapporti sessuali si limitano solo ed esclusivamente alla sodomia. Lei specifica che questa scelta era stata fatta anche con il precedente fidanzato, perché voleva “conservarsi” solo per il futuro marito. L’amore degenera e si spegne nel maggio del 2006, quando la donna presenta una denuncia dopo aver saputo di aver contratto l’epatite C. Ma cosa era successo? Con dovizia di particolari, la Procura riceve una dettagliata descrizione di quanto accaduto la notte del 18 marzo 2006: durante un rapporto definito “violento” la donna tenta di farlo smettere ma l’uomo non vuole sentire ragioni. Dal dolore alla perdita di sangue il passo è breve. Secondo l’accusa, nei giorni successivi, Heidy avrebbe accusato sintomi mai rilevati in precedenza che non le consentivano di lavorare. Quindi i controlli sanitari presso la Asl di zona e la scoperta dell’infezione.
In primo grado il dottor  Orazio è stato condannato a tre anni e quattro mesi e il 21 aprile saprà il suo destino: conferma della condanna, assoluzione totale, o formula dubitativa  e riduzione di pena. D’altronde dal racconto non fu violenza sessuale ma un rapporto sessuale “non ordinario” e consensuale la cui conseguenza presunta fu l’epatite C. E qui le perizie mediche giocheranno un ruolo fondamentale.

Donatella Palmieri