Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Processo Cerroni. E’ maratona infinita

Processo Cerroni. E’ maratona infinita

IL CASO. Partito come “giudizio immediato” ha un calendario di udienze che arriva sino al prossimo autunno. A Pasqua forse si concluderà l’esame dei testi d’accusa per il primo dei cinque filoni della maxi inchiesta. C’è attesa per la deposizione di Altissimi, il grande accusatore

Sedici udienze da qui al prossimo ottobre, alle quali andranno integrate quelle del periodo di Pasqua e di quello estivo, con punte di tre appuntamenti a settimana. Con una tempistica da maratona infinita, il Collegio giudicante presieduto da Giuseppe Mezzofiore, fissa il calendario del maxiprocesso sui rifiuti, che vede imputato Manlio Cerroni insieme ad altre sei persone. Col nuovo timing si andrà avanti addirittura fino al prossimo autunno. Non perdere un minuto di più: questa l’indicazione da seguire, con buona pace degli avvocati, poco soddisfatti di doversi trovare un “clone” per poter ottemperare anche ad altri incarichi.
Ma nemmeno questo basterà per trasformare il “processo sulla mondezza” in un processo lampo, come era nelle intenzioni dell’accusa che aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Facendo i conti, infatti, si arriverà a Pasqua senza aver ancora concluso l’esame dei testimoni citati dal pm Alberto Galanti solo per il primo dei cinque grandi filoni in cui si articola l’inchiesta, quello che riguarda l’imputazione di truffa e traffico dei rifiuti per il Cdr dell’impianto di Albano Laziale.
Dopo l’esame di uno dei teste chiave, il maresciallo del Carabinieri del Nucleo Tutela Ambiente Massimo Lelli che ha condotto le indagini proprio su Albano Laziale, che si è concluso martedì, ora in calendario ci sono altri tre testimoni “tecnici”: il maresciallo dei Carabinieri Catello Tarantino del Noe di Roma e i due consulenti Luigi Boeri e Stefano Vignone. Poi saliranno sul banco i primi “personaggi noti”: il grande accusatore Fabio Altissimi, titolare della Rida Ambiente che gestisce l’impianto di Tmb di Aprilia e Riccardo Ascenzo, ex dirigente dell’Area Rifiuti della Regione Lazio.
A conti fatti, forse alle soglie dell’estate compariranno in aula i primi testimoni della difesa.