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Processo Cerroni, udienza a luglio. Ridotte le parti Civli. L’ira di Codici

MONNEZZA STORY. Alla seconda udienza il Collegio giudicante “taglia” pe richieste di Malagrotta e Borgo Montello. Ammessi tutti i Comuni del bacino della discarica di Albano. Gli esclusi annunciano ricorso

Ammessi alla richiesta di costituzionei  Comuni di Albano Laziale, Ardea, Castelgandolfo, Lariano, Nemi, Pomezia, Ariccia e Rocca di Papa. Poi le associazioni Legambiente Lazio e Wwf e una serie di privati che vivono intorno alla discarica di Albano e all’inceneritore. Via libera per il Comune di Roma, la Regione Lazio e l’Ama, insieme a Legambiente Lazio, Wwf Italia, ministero per l’Ambiente e Rida srl, la società che fa capo all’imprenditore che con la sua denuncia ha avviato tutta l’inchiesta. Respinte invece le richieste di costituzione per i cittadini e le associazioni di Malagrotta e Borgo Montello in provincia di Latina.
Dopo una giornata infinta tra Camera di Consiglio e schermaglie legali, alle 22 il presidente Piero De Crescenzo e e i giudici a latere Stefania Rocchi e Valerio de Gioia emettono un’ordinanza che pone fine alla ressa delle richieste di costotuzione dell parti civili. E che sostanzialmente, rincardina il processo Cerroni sull’asse di Albano laziale, laddove cioé si sarebbe consumato il reato associativo finalizzato alla frode nelle pubbliche forniture, contestato dal pubblico ministero Alberto Galanti. E la decisione di escludere le decine di privati e soggetti appassionati più agli effetti della discariche di Malagrotta e Borgo Montello che ai reati contestati, soddisfa l’accusa e il collegio dei difensori, coordinati nella seconda udienza dal professor Assumma.
Il pubblico ministero porta a casa un processo più snello e rapido, confortato dal presidente del Collegio dei giudici che, dopo aver stilato un calendario valido sino a dicembre, convoca la terza udienza al prossimo 18 luglio e chiede allo stesso piemme di anticipare ai legali della difesa parte della documentazione d’accusa. Anche per gli imputati (Cerroni, Sicignano, Giovi, Landi, Rando, Fegatelli e De Filippis) il processo circoscritto è un vantaggio per mettere ordine nella difesa.
Chi invece ha mal digerito l’esclusione sono le associazioni Codici e Heart che hanno preannunciato ricorso: “Siamo sconcertati dalla decisione del Tribunale, annunciamo che Codici Ambiente ed Earth si costituiranno alla prossima udienza. Valuteremo anche il ricorso in Cassazione”. Così, in una nota, Ivano Giacomelli, segretario Nazionale del Codici. “Ieri – prosegue – la seconda udienza del maxi processo per il patron della monnezza, Manlio Cerroni, insieme a Fegatelli, Giovi, De Filippis, Landi, Sicignano, Rando. Con grande sconcerto, Codici e le parti private sono state estromesse dal processo. Secondo il Tribunale, infatti, il danno alla salute, le malattie dei cittadini, non hanno nulla a che vedere con l’associazione a delinquere, su cui si incentra il processo. Ma l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, in realtà, si concretizza ed ha le sue massime conseguenze proprio nell’utilizzo indiscriminato della discarica di Malagrotta: tonnellate di raccolta indifferenziata, mai trattata, finite nella discarica in mezzo agli altri rifiuti, nonostante l’impianto abbia incassato diversi milioni di euro per il loro corretto smaltimento e nonostante fosse saturo ormai da tempo”.