Il tam-tam è partito la mattina presto sulle pagine dei social network dell’area antagonista: “Aiuto, c’è la Polizia”. Quella messa in piedi dagli uomini della Questura di Roma era una vera e propria azione d’impatto contro i movimenti di lotta per il diritto alla Casa.
Gli agenti hanno infatti eseguito 21 perquisizioni e sequestrato tre immobili su disposizione del Tribunale di Roma. I destinatari dei provvedimenti sono esponenti del “Comitato popolare di lotta per la casa”, una delle componenti del movimento per l’abitare capitolino.
L’inchiesta, condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha delineato i contorni di un gruppo che si dedicava alla sistematica invasione di edifici che poi venivano concessi dietro la richiesta di somme di denaro. Una vera e propria pratica estorsiva per “ottenere” il diritto di restare negli immobili oltretutto senza alcun titolo.
Tre immobili sequestrati, due erano stati occupati a scopo abitativo a Centocelle in via delle Acacie 56, al Tuscolano davanti alla ex scuola Hertz, mentre un terzo in via delle Terme di Caracalla era stato adibito abusivamente ad esercizio ricettivo denominato “Angelo mai altrove”. Lo spazio artistico e culturale, nato in realtà 10 anni fa in un ex convitto a Monti poi sgomberato per far posto al mai nato “Viscontino”, era stato affidato dalla giunta Veltroni nel 2009, posto sotto sequestro già nell’autunno nel 2012 e riaperto dagli occupanti pochi mesi dopo.






