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Pulizie e disabili, la scure di Marino. Tagli, in bilico 3000 posti di lavoro

Il 31 luglio scade l’affidamento dell’appalto a Multiservizi che non sarà rinnovato. Protestano i dipendenti della partecipata: in tasca solo la promessa di essere “riassorbiti” ma con lo stipendio dimezzato

Tremila persone da agosto saranno senza lavoro, in tasca solo la promessa di essere “riassorbiti” ma con uno stipendio dimezzato. E’ questo il destino a cui stanno andando incontro i dipendenti di Roma Multiservizi, l’azienda creata nel 1994 dal Comune di Roma per occuparsi dei compiti più disparati, delle pulizia degli spazi pubblici al trasporto scolastico.
Quella che negli anni è diventata una società per azioni solida, in cui Ama detiene il 51% delle quote e il socio pubblico di riferimento fa capo all’assessorato di Estella Marino, il 31 luglio vedrà scadere l’affidamento degli appalti concessi dal Campidoglio, senza possibilità di ottenere un rinnovo. Tutto è nato dall’ormai nota indicazione del Ministero delle Finanze che indicava al Comune di affidarsi al Consip “la centrale acquisti per la pubblica amministrazione” per tagliare i costi delle partecipate. Un invito raccolto da Alessandra Cattoi nei panni dell’assessore alla scuola che si è affidata alla convenzione della Consip, con il Consorzio Nazionale Servizi, che si è aggiudicato l’appalto per 47 milioni di euro. A conti fatti un risparmio di 4 milioni rispetto al contratto in scadenza con Roma Multiservizi.
Protestano i dipendenti che rischiano di trovarsi senza lavoro. “Per Multiservizi bisogna scavare dentro la dichiarazione che sindaco e comune stanno facendo circolare secondo la quale non si perdono posti di lavoro – denuncia Claudio Di Berardino, segretario Cgil di Roma e Lazio – Se uno pensa che si può tenere l’occupazione e però i lavoratori passano da 800 a 400 euro di stipendio o con meno ore di lavoro, onestamente mi parrebbe un imbroglio più che un tentativo di salvaguardare l’occupazione”.
Ma non è finita qui. Proprio per ottimizzare il sistema delle partecipate, la società verrà messa sul mercato. “La Multiservizi è, anzi ormai era, una società sana che paga i suoi dipendenti regolarmente, e con altrettanta regolarità gli versa i contributi INPS – racconta una dipendente che preferisce rimanere anonima – Marino e i suoi assessori probabilmente non hanno neanche ben capito che in tutta questa operazione c’è un vizio di forma che potrebbe rivelarsi un boomerang per la giunta”. Il riferimento è alla concessione dell’appalto senza una regolare gara, o comunque senza dare la possibilità di discutere i termini economici di un nuovo contratto alla Multiservizi.
A protestare non sono solo i dipendenti. Preoccupati gli stessi utenti che usufruiscono dei servizi. “La nostra famiglia usufruisce del trasporto scolastico per diversamente abili da circa 7 anni – si legge in una delle tante lettere indirizzate alla Giunta – il mio bambino ha sempre avuto ottimi assistenti e si sono sempre adoperati nel risolvere i problemi in particolar modo quando la gestione delle corse non era stata affidata alla Multiservizi”.