“Apprendo dalla stampa che sono state mosse contestazioni in merito al progetto che ho predisposto su incarico del CO.LA.RI. nell’ottobre 2009, per la realizzazione di una discarica da realizzarsi nel Comune di Riano in Località Quadro Alto. n primo luogo si ricorda che il D.M. 36/2003 non vieta la realizzazione di una discarica in un’area situata al di sopra di una falda acquifera, ma definisce quale sia la distanza minima di sicurezza da mantenere tra questa ed il fondovasca”. Chi scrive è l’ingegner Mario Baruchello, responsabile del progetto per la discarica presentato del 2009 dalla Colari.
“Per questo motivo il progetto per la Discarica di Rifiuti Speciali non Pericolosi di Quadro Alto, presentato nell’ottobre 2009 dal CO.LA.RI., è stato elaborato sulla base della Relazione Geologica redatta dal geologo. Fabrizi che individua l’altezza della falda ad una quota compresa tra i 43 e i 47,00 metri sul livello del mare.
Nell’area in esame, come si evince dai dati stratigrafici desunti dai sondaggi effettuati, la falda è sostenuta dalla natura argillosa di origine plio-pleistocenica. La falda si attesta ad una quota variabile da +47 a +43 m s.l.m. La falda a +47 m s.l.m. è comunque una falda di scarsa potenzialità come dimostrano gli emungimenti in pozzi limitrofi della zona. Le direttrici di deflusso risultano quelle verso il F. Tevere in direzione NE-SW”
E poi entra nelle specifiche tecniche: “Come è possibile verificare dalla tavola di progetto T.05 – Planimetria di progetto fondoscavo, nonché da quanto riportato nella relazione tecnica di progetto, la parte più depressa dei due sublotti della discarica, è stata progettata per attestarsi (per entrambi i lotti), a quota +55,00 m s.l.m. (al netto dei sistemi di impermeabilizzazione), arrivando a quota +53,50 in corrispondenza dei pozzi di raccolta del percolato.
Da quanto sopra deriva la perfetta conformità del progetto, da me redatto e presentato dal CO.LA.RI., con quanto prescritto dalla legge, infatti, il sopraccitato D.Lgs 36/03 per le discariche per rifiuti non pericolosi stabilisce che “Il piano di imposta dello strato inferiore della barriera di confinamento deve essere posto al di sopra del tetto dell’acquifero confinato con un franco di almeno 1,5 m nel caso di acquifero non confinato, al di sopra della quota di massima escursione della falda con un franco di almeno 2 metri.
Il progetto presentato nel 2009 prevedeva, infatti, un franco tra la falda ed il fondo invaso (in corrispondenza dei pozzi del percolato) minimo di 6,50 m (considerando la massima altezza di falda individuata nella relazione geologica, ovvero +47,00 m s.l.m.) quindi 4,50 m più di quanto richiesto dalla normativa ed uno massimo di 10,50 (considerando l’altezza minima di falda individuata, ovvero + 43,00 m s.l.m.) arrivando ad ottenere un franco di 8,50 m superiore a quanto richiesto dalla normativa.
Va quindi evidenziato che, sulla base dei rilievi geologici a disposizione, comunque si consideri l’altezza di falda (quota variabile da +47 a +43 m s.l.m.), la distanza del fondovasca supera in garanzia quanto richiesto dalle disposizioni di legge, assicurando ampiamente la salvaguardia ambientale”.
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