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Quando il cadeau diplomatico prende una piega… balistica. Erdogan distribuisce revolver e munizioni al vertice Nato

Al vertice Nato ospitato dalla Turchia, Recep Tayyip Erdogan ha sorpreso i leader internazionali con un dono decisamente insolito: un revolver personalizzato con il nome di ciascun destinatario, accompagnato da una scatola di cartucce e dai documenti per l’esportazione. Giorgia Meloni ha accettato il regalo, che finirà nella collezione dei doni istituzionali di Palazzo Chigi, mentre il premier britannico Keir Starmer ha preferito lasciarlo in Turchia. Un episodio che offre lo spunto per una riflessione ironica su una diplomazia sempre più spettacolare, dove perfino il tradizionale cadeau rischia di assumere… un calibro decisamente superiore.

Quando il cadeau diplomatico prende una piega… balistica. Erdogan distribuisce revolver e munizioni al vertice Nato

Il presidente turco sorprende i partecipanti al summit con un regalo fuori da ogni protocollo: una pistola personalizzata, scatola di cartucce compresa. C’è chi la porta a casa, chi la lascia in Turchia e chi avrà rimpianto il solito piatto di ceramica.

Altro che souvenir diplomatico

Per anni i leader mondiali hanno collezionato i classici doni istituzionali: libri d’arte, tappeti, porcellane, quadri, vasi, penne pregiate, magari qualche bottiglia pregiata da esporre senza mai stappare. Recep Tayyip Erdogan, invece, ha deciso che era arrivato il momento di rivoluzionare il concetto stesso di souvenir diplomatico.

Al termine del vertice Nato, agli ospiti non è stato consegnato un elegante cofanetto con prodotti tipici turchi, ma un revolver personalizzato con il nome inciso sulla canna, corredato da una scatola di munizioni e dalla documentazione necessaria per poterlo esportare. Un regalo che definire “originale” rappresenta probabilmente l’eufemismo dell’anno. Tra i destinatari c’era anche Giorgia Meloni, che si è ritrovata con un’arma personalizzata invece della tradizionale fotografia di gruppo da mettere in cornice.

Quando il cadeau diplomatico prende una piega… balistica. Erdogan distribuisce revolver e munizioni al vertice Nato
Il quantomeno “originale” cadeau…

Altro che diplomazia morbida: qui il messaggio pesa… in grammi di piombo

La notizia ha qualcosa di surreale. In un vertice dedicato a sicurezza, equilibri internazionali e strategie militari, il ricordo da portare a casa è proprio un’arma. Come se al congresso dei cardiologi regalassero un defibrillatore o a quello degli chef un set di coltelli da macellaio. Non tutti, però, hanno gradito il pensiero. Il premier britannico Keir Starmer ha preferito lasciare il revolver in Turchia, destinandolo alla distruzione. Più che una scelta politica, una forma di autodifesa preventiva: spiegare all’opinione pubblica di essere rientrato da un summit con pistola e cartucce nel bagaglio avrebbe richiesto un comunicato stampa lungo quanto un romanzo. Altri leader europei, invece, hanno accettato il dono senza particolari obiezioni.

Palazzo Chigi amplia la collezione: dai tappeti ai calibri

La pistola destinata a Giorgia Meloni finirà nel deposito di Palazzo Chigi dove vengono conservati i regali ricevuti dai presidenti del Consiglio durante gli incontri ufficiali. Una raccolta che fino a ieri evocava arte, artigianato e tradizioni locali. Da oggi, anche un revolver. Viene quasi da chiedersi quale sarà il prossimo passo nell’evoluzione del galateo diplomatico. Un carro armato in miniatura? Un drone da collezione? Un missile autografato?

Nel frattempo una certezza resta: dopo questo episodio sarà difficile emozionarsi davanti all’ennesimo vaso di cristallo. Anche perché, al confronto, sembra quasi un regalo… disarmante.