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“Quelle foto non provano nulla”. Ira Sappe, querelata Ilaria Cucchi

“Quelle foto non provano nulla”. Ira Sappe, querelata Ilaria Cucchi
Secondo il sindacato di polizia penitenziaria 250 immagini scattate prima dell’esame utoptico dimostrerebbero come non c’era nessun segno di pestaggio sul corpo di Stefano Cucchi, deceduto una settimana dopo l’arresto per droga

“Vanno rese pubbliche le 250 fotografie fatte prima dell’esame autoptico e non sempre e solo quella, terribile, scattata dopo l’autopsia e che presenta i classici segni del livor mortis.” Il Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria va oltre le polemiche e querela Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il geometra romano di 31 anni, arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto una settimana dopo al reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini.

Le immagini scattate prima dell’esame utoptico dimostrerebbero che sul corpo di Stefano Cucchi non c’era nessun segno di pestaggio. “Dopo essersi improvvisata aspirante deputato prendiamo atto che Ilaria Cucchi vorrebbe ora vestire i panni di pm magari consegnando quelli da giudice al suo difensore per confezionare una sentenza sulla morte del fratello Stefano che più la soddisfi” si legge in una nota del sindacato.

“Bisogna finirla con essere garantisti a intermittenza, rispettando le sentenze solo quando queste fanno comodo”, afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe. “Bisognerebbe mostrare pubblicamente anche le 250 fotografie fatte prima dell’esame autoptico (che dimostrano che sul corpo di Stefano Cucchi non c’era nulla) e non sempre e solo quella, terribile, scattata dopo l’autopsia e che presenta i classici segni del livor mortis. E quali sono le presunte nuove prove sulla morte del giovane che non sono state portate in dibattimento”.
Capece, nel sottolineare che il Sappe per scelta ha avuto fino ad oggi un “profilo basso” sulla vicenda, non accetta “giudizi e illazioni contro la Polizia Penitenziaria, i cui appartenenti sono stati assolti due volte dalle gravi accuse formulate nei loro confronti”, trova pretestuosa anche la proposta di intitolare una strada di Roma a Stefano Cucchi: “È una proposta demagogica e strumentale”.

Sulla proposta avanzata da Sel ed approvata all’unanimità giovedì scorso dall’assemblea capitolina di dedicare una strada o una piazza di Roma a Cucchi è ancora più duro il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia: “Guardando ai fatti: in Campidoglio ritengono di dover celebrare il ricordo di una persona deceduta dopo essere stata arrestata per droga? E perché? Qual’è il senso? Qual’è il messaggio? Forse l’idea è un’altra: si vuol celebrare un’asserita inefficienza del sistema Giustizia? E perché? Qual’è il senso? Qual’è il messaggio? Ma qualcuno se lo è chiesto veramente o l’unica preoccupazione è dire e fare quel qualcosa che garantisca un ritorno mediatico oltre tutto di dubbio valore? Ma come… noi abbiamo perso il conto di quanti leali e valorosi appartenenti alle Forze dell’Ordine, il cui sangue è stato versato barbaramente mentre erano in servizio, sono stati lasciati assieme alle loro famiglie nell’oblio più assoluto e senza alcun serio supporto economico…”.