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Quello di Roma è un mare senza idee

Caro Sindaco,

Ti scrivo in quanto il clima di tensione politica, incomprensione amministrativa, e soprattutto mancanza di progettualità su quello che viene definito, ma non considerato” il mare di Roma”, ha raggiunto un limite di esasperazione, forse mai toccato nella storia di questa città. L’intero comparto produttivo ed imprenditoriale del Litorale romano si chiede come mai non vengano ascoltate le istanze dell’imprenditoria, convinti che se si pensa in grande, anche i piccoli problemi possano essere risolti.
Sono in molti a credere che l’offerta balenare sia un’opportunità sui cui puntare per la progettazione futura della Capitale. In Europa solo Barcellona ha il mare dentro i confini comunali, ed è stata in grado di sposare la tradizione storico artistica con l’industria balneare e con l’ospitalità alberghiera.
Albergatori, balneari, operatori commerciali, tutti sono convinti che, se si vuole elevare la permanenza media bisogna spostare i flussi sul mare, in modo organizzato e non casuale, perché il turismo non può essere solo testimonianza del passato, anche se la storia di Roma è di importanza globale.
La vicinanza con l’aeroporto di Fiumicino, che aumenterà la sua caratura strategica con le evoluzioni dei nuovi accordi tra vettori aerei, l’esperienza dell’Eur ed il turismo congressuale che si svilupperà, le meraviglie degli scavi di Ostia Antica, recentemente rivalutati con un progetto internazionale. Sono tutti indizi delle enormi potenzialità di un quadrante, quello del Distretto Turistico Balneare, che è stato abbandonato a se stesso dall’attuale gestione comunale.
A tal fine chiediamo al Sindaco della Capitale, qual è la visione strategia che il Campidoglio ha del Mare di Roma. Convinti che con un progetto turistico di taglio internazionale, l’industria balneare, insieme a quella dell’ospitalità, sarà in grado di apportare quelle trasformazioni necessarie ad accogliere nuovi bacini di mercato. Verrà superata anche la resistenza ideologica del libero accesso agli arenili, se in come tutte le cittadine turistiche, l’Amministrazione aiuterà a migliorare il senso civico dei residenti, a contenere il problema sicurezza, e a canalizzare i progetti imprenditoriali nei bacini di target previsti. La nuova fruizione balenare potrà accentrare la città verso il mare, se le Istituzioni lanceranno progetti reali che risolvano veramente la distribuzione urbanistica della città, senza creare agglomerati di realtà, privi di valenza imprenditoriale e di funzioni aggregative, che una città sul mare dovrebbe avere. La comunità imprenditoriale è pronta ad un cambio di passo, ci chiediamo cosa ne pensa il Sindaco di Roma, venuto a trovarci molto tempo fa, ma senza più dare segnali di interesse al mare della Capitale.

Renato Papagni
presidente Assobalneari