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“Radio abbacchio” e ovovia. La Regione Lazio vota il bilancio

Da sabato scorso all’esame del Consiglio regionale il bilancio annuale e le previsioni per tre anni. Irpef alle stelle e aumento bollo auto. Nel frattempo sulle radio di Roma impazza la campagna per la promozione dell’agnello laziale, un progetto europeo per rispondere alla super produzione dell’Est Europa. Nel mare di carta distribuito ai consiglieri spuntano anche 3 milioni di euro di fondi per le Comunità Montane. Intanto il presidente inaugura l’ovovia di Monte Livata

Per il presidente Nizola Zingaretti, una sciatina a Monte Livata, dove la neve è sempre una speranza, ma in compenso c’è da inaugurare una pregevole seggiovia quadriposto finanziata da Renata Polverini con due milioni e mezzo di euro e poi c’è l’abbacchio, il vero principe del Natale del Lazio.
Mentre alla Pisana il Consiglio regionale è chiamato a votare il bilancio del 2013 e il previsionale per il triennio, una manovra lacrime e sangue che peserà sui cittadini come una mannaia, è l’abbacchio romano, il “cucciolo di agnello” la vera grande notizia di fine anno. Da giorni su alcune emittenti radiofoniche, imperversa una campagna pubblicitaria che invita le famiglie al “sacrificio” di Natale, a chilometro zero. E sulla spintarella alla costoletta romana, c’è anche lo zampino dell’Unione Europea – proprio come recitano gli spot – che ha finanziato un progetto unico e raro: prendere una società come l’Arsial devastata dalle spese pazze per l’Enoteca Palatium e ricapitalizzarla affidandole la gestione di un progetto che ha come obiettivo la “guerra agli abbacchi dell’Est Europa”.
E così la Regione spende il denaro dei fondi europei, appunto per l’abbacchio, re della tavola per un giorno e anche del sito internet che l’Arsial ha allestito per rispondere ad una legge del 2009 che ha concesso il marchio Igp alla carne d’agnello allevata nell’Agro Romano. Chi non è soddisfatto delle informazioni ricevute per radio, può navigare nelle pagine abbacchioromanoigp.it e scoprire gli indirizzi di tutti gli allevatori (compresi quelli della vicina Umbria) e dei pochi che invece macellano. E poi volare ala ricerca della pregiatissima carne.

zingaretti sci neve 02
 

Chi non ha ancora terminato gli acquisti per la Vigilia e il pranzo del giorno 25, è bene che si faccia due conti. I cinquanta eletti al Consiglio regionale del Lazio stanno votando da sabato scorso la manovra finanziaria presentata dalla Giunta Zingaretti. Sarà lacrime e sangue perché vedrà salire per i prossimi anni il prelievo Irpef dello 0,6 per cento annuo per tre ani consecutivi e farà del Lazio la Regione più tartassata d’Italia. Se poi si aggiunge l’aumento del bollo auto, la medicina amara è servita. Da segnalare che nei 40 mila fogli di carta consegnati a ciascun consigliere regionale, c’è anche un piccolo finanziamento di 3 milioni di euro alle Comunità Montane, enti inutili, che dovrebbero seguire prima o poi la stessa sorte delle Province: abolite.
Sostanzialmente il voto che chiede la Giunta Zingaretti è una specie di fiducia su una manovra che aumenta le tasse, riduce un pezzo del deficit storico ma non rappresenta nessun volano per l’economia. A meno che non si tratti di cultura e di diritti dei detenuto: per queste due voci è stato impegnato quasi l’8 per cento dell’intero bilancio. Per imprese e occupazione, c’è poco spazio. A meno che non si tratti di startup. Ma per chi vuole lavorare c’è sempre la soluzione dell’abbacchio Igp.