“Aprite la porta siamo della Guardia di Finanza per un controllo”. E all’uscita dal bunker della società Dia-Mond Institute di Monteverde, si portano via oltre sei milioni e mezzo di euro in diamanti e pietre preziose.
Davvero “grosso” il colpo dei tre uomini d’oro che venerdì sera hanno messo una rapina perfetta in una società che commercia preziosi a livello internazionale e che annovera tra i clienti anche il Tribunale di Roma per il quale segue le perizie giurate. La dinamica è quella della rapina perfetta: ingresso e uscita velocissimi, perfetta conoscenza dei locali e della collocazione del caveau e immediato sabotaggio del sistema di videosorveglianza per non lasciare alcuna immagine a disposizione degli investigatori.

Rapidissimi e perfettamente padroni dell’ambiente, così li definiscono alla Squadra Mobile che indaga sulla super rapina. Ecco come si è consumata la rapina perfetta. Il commando di quattro uomini, tutti con accento napoletano, dopo essere entrato con lo stratagemma delle divise da Finanzieri nella società di via Quirico Filopanti, hanno legato e imbavagliato il titolare e una donna che lavorava con lui in quel momento. “Eravamo intorno ad un tavolino e stavamo periziando alcune gemme”, ha raccontato Andrea Falcioni, uno dei titolari che ha aperto la porta e si è ritrovato sbattuto contro il muro e con la canna di una pistola ala tempia. L’uomo ha provato a reagire ma è stato colpito. Quindi i quattro sin sono fatti aprire la camera blindata e hanno iniziato a riempire alcuni sacchi con le gemme. Prima di andare via non hanno trascurato i dettagli: hanno asportato la cassetta del sistema di videosorveglianza interno e poi si sono fatti consegnare le chiavi di casa dei due, come dire: “Attenti a quello che dite perché sappiamo dove abitate”. Quindi la fuga a bordo di un’auto e di uno scooter, perfettamente a loro agio nel traffico del giovedì sera.
Ora si apre la caccia. A parte gli identikit si cerca tra i riciclatori di preziosi: un mare di gemme non passa inosservato.
