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Regione, processo al capo di Gabinetto. L’M5S presenta interrogazione-verità

Il numero 2 dell’amministrazione di Nicola Zingaretti, coinvolto nell’indagine sulla bancarotta della All Clean. L’accusa sostiene che Venafro avrebbe coperto una contabilità che avrebbe permesso la distrazione di risorse

Maurizio Venafro, capo di gabinetto della Giunta regionale del Lazio, potrebbe essere stato rinviato a giudizio. Chiedono una verifica con un’interrogazione i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. Secondo la documentazione presentata, Venafro sarebbe stato rinviato a giudizio dalla Procura di Roma per bancarotta fraudolenta per una vecchia vicenda riguardante la società All Clean, una partecipata pubblica voluta dall’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli per cancellare le scritte dei writer principalmente sui treni delle metropolitane.
La All Clean, con la presidenza Venafro, è finita nel mirino della magistratura per via del fallimento della Planet Work, socio privato della All Clean, una coop riconducibile a Pierpaolo Ferilli (il fratello dell’attrice Sabrina Ferilli) e Giulio Saraceni. Secondo l’accusa, col fallimento della Planet Work, sarebbe emersa una contabilità che proverebbe la distrazione di risorse economiche in favore di società facenti capo al Ferilli. Sempre l’accusa, sostiene che Venafro, avrebbe coperto queste attività proprio come presidente della All Clean.
I consiglieri 5 Stelle per chiedere informazioni relative sullo stato del procedimento giudiziario nei confronti di Venafro e per richiederne eventualmente la sospensione dall’incarico hanno presentato il 25 febbraio un’interrogazione in Consiglio regionale .

“Le vigenti disposizioni di legge – spiega Devid Porrello, consigliere regionale 5 Stelle – nonché le previsioni del Ccnl di settore, prevedono la possibilità di sospensione facoltativa del dipendente che sia stato rinviato a giudizio. Vista la gravità dei capi d’imputazione a carico di Venafro e anche le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto la presente amministrazione regionale, con gli arresti per la vicenda rifiuti di Raniero De Filippis e Luca Fegatelli, ci auguriamo che la Giunta Zingaretti dia seguito immediatamente alla nostra richiesta. E’ un semplice criterio di precauzione- conclude Porrello – per non esporre l’amministrazione pubblica a ulteriori rischi o figuracce”.