
Danzare è la cosa più bella del mondo
Un’esplorazione sull’irrazionalità dell’amore, sui limiti della ragione e sul sottile confine tra realtà e illusione. Regole temporaneamente sospese al Teatro dell’Opera di Roma, ma ciò vale solo per Il Sogno di una notte di mezza estate del leggendario coreografo Geroge Balanchine, per la prima volta al Costanzi, dal 9 al 14 giugno. Sì, perché quest’opera shakespeariana sospende le regole dell’amore, quello passionale che, spesso, diviene cieco ed impulsivo.
Shakespeare è considerato il più importante scrittore inglese e il più eminente drammaturgo della cultura occidentale.
Ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare, il balletto, creato nel 1962 per il New York City Ballet, combina narrazione e pantomima, con Puck come fulcro magico e ironico dell’azione. Coinvolti nell’operazione sia il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato che l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma. Ed un grande ritorno al Costanzi: dopo il successo nel ruolo di Nikiya ne La Bayadère, rivedremo l’étoile dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park. Da Fabbrica Young Artist Program, arrivano Jessica Ricci e Maria Elena Pepi, comeparti vocali solistiche. Al progetto partecipano anche gli allievi della Scuola di Danza.
Un cast d’eccezione
L’étoile Alessandra Amato ricopre il ruolo di Elena, mentre Marianna Suriano e Mattia Tortora sono, rispettivamente – Titania e Oberon.Costumi e alle scene firmate da Gianluca Falaschi, per una nuova produzione che arricchisce il repertorio classico della compagnia con un’atmosfera incantata. Felix Mendelssohn Bartholdy cura le musiche, con la direzione di Karen Durgaryan ed il disegno luci di Valerio Tiberi.

Indotto in crescita grazie a opera e danza
Un’opportunità per tutti di gustare l’opera di Balanchine: dai biglietti in poltronissima – tra gli 85 ed i 120 euro – ai democratici ventidue euro delle balconate.
Numeri da record, grazie al pubblico in forte crescita. Secondo le stime, sono oltre duecentocinquantamila gli spettatori paganti ogni stagione, dai “fuori sede” a quelli provenienti dall’Estero. Benefici che premiano, inevitabilmente, il turismo nel suo complesso: dalle strutture alberghiere alle attività di ristorazione del centro storico e di locomozione. Per non parlare dell’impiego di centinaia di professionisti, da artisti, musicisti e ballerini, ma anche artigiani, sarti, costumisti, make-up artist e scenografi.
La Coreografia di Balanchine
Nel panorama della danza classica, Il Sogno di una notte di mezza estate rappresenta uno dei balletti più famosi e suggestivi: la versione più rappresentata ed acclamata a livello internazionale è proprio quella firmata da Balanchine.
La sua versione costituisce la combinazione perfetta tra la trama di Shakespeare e la partitura di Felix Mendelssohn-Bartholdy che include, sia la celebre Marcia Nuziale, che altre pagine sinfoniche del compositore tedesco, composte tre il 1826 ed il 1843.
Se il primo atto è interamente dedicato alla trama narrativa shakespeariana – con le vicende degli amanti ateniesi Ermia, Lisandro, Demetrio ed Elena che si perdono in un bosco incantato, dove il dispettoso folletto Puck intreccia e scompiglia i loro sentimenti per volere di Oberon, re degli elfi – il secondo non segue più pedissequamente la trama, ma si concentra sulla festa di nozze del Duca Teseo e di Ippolita, culminando nel grandioso e virtuosistico divertissement finale. Un secondo atto che diventa pura celebrazione della danza classica.
L’attualità di Shakespeare
Sogno di una notte di mezza estate è universalmente considerata una delle commedie più famose, rappresentate ed amate di William Shakespeare, scritta approssimativamente tra il 1595 e il 1596. L’opera si sviluppa su un intreccio complesso di amore, magia e teatro, in cui i confini tra realtà e finzione svaniscono totalmente all’interno di un bosco incantato nei pressi di Atene. Shakespeare ci invita a riflettere sulla natura volubile, irrazionale e illusoria dell’amore umano. E tutto si conclude come se fosse stato un sogno notturno.
a cura di Emilio Sturla Furnò

