Alla fine l’intervento promesso dal Premier è arrivato. Il provvedimento che contiene gli elementi dei decreti Salva-Roma nelle versioni 1 e 2, ritirato prima da Letta e poi dallo stesso Renzi, è stato approvato. Ne dà notizia Palazzo Chigi.
Si conclude così la due giorni in cui il sindaco di Roma aveva minacciato di chiudere la città, qualora non fosse stata riconsciuta la possiblità di spalmare sulla gestione commissariale parte dell’enorme deficit del Campidoglio.
“Abbiamo fatto nuovi provvedimenti per gli Enti locali in difficoltà finanziaria. Il più rilevante è il provvedimento sulla questione di Roma, riproposta in maniera differente. La somma trasferita tra Commissario e Comune di Roma rimane la stessa, le modalità sono poste in modo differente. Non c’è trasferimento di denaro al Comune di Roma ma somme dovute dal commissario che vengono anticipate per creare massa critica d’intervento. Accompagnata a questa c’è urgenza necessità e obbligo di un piano di risanamento finanziario di aumento delle entrate dal Comune di Roma come già la Camera e il Senato avevano stabilito in un provvedimento votato a larghissima maggioranza. Da un lato dunque abbiamo rigore e serietà del percorso stabilito dal Governo, dall’altra il fatto che lo scambio avviene tra commissario e Comune di Roma”. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.
Come annunciato dallo stesso Governo nella giornata di giovedì, il provvedimento obbliga la Capitale ad una rendicontazione su base trimestrale del rientro programmato. Una sorta di commissariamento che prevede anche la necessità per l’amministrazone Marino di presentare un serio progetto di patrimonializzazione dei beni.

