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“Restituite i soldi degli stipendi”. Il Ministero ordina: panico al Comune

La relazione del dicastero dell’Economia sugli anni 2008-2013 dichiara illegittime le somme percepite come salario aggiuntivo. E’ il panico tra i 24 mila dipendenti comunali. Stessa sorte per Firenze poi graziata col Salva-Roma. Marino assicura: “Non si toccano”

Due relazioni del Ministero e il 24 mila dipendenti del Comune di Roma piombano nel baratro. Sotto accusa dagli anni 2008 al 2013 la cosiddetta “parte variabile” dello stipendio di tutti i lavoratori del Comune, eccezione fatta per le società collegate e quindi gli emolumenti che vengono percepiti oltre il minimo e che fanno parte del cosiddetto salario aggiuntivo. Ciò che serve per pagare, insomma gli straordinari.
Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal 2008 allo scorso anno tutto ciò che è stato pagato in più oltre il “minimo sindacale” è illegittimo e quindi, come accaduto per Firenze prima dell’approvazione del Salva-Roma, tecnicamente dovrebbe essere restituito.
Da qui la tempesta che ha attraversato l’esercito dei dipendenti comunali, facendo tremare il palazzo Senatorio e costringendo il sindaco Ignazio Marino ad una precipitosa, quanto mattiniera comunicazione ufficiale: “Abbiamo ricevuto una relazione del ministero dell’Economia e delle Finanza che contiene l’esito di alcune verifiche amministrative e contabili effettuate nei confronti di Roma Capitale per anni precedenti al 2013. Ho dato subito mandato al direttore generale, prima di effettuare i necessari approfondimenti tecnici e di preparare una relazione con eventuali controdeduzioni, di convocare le rappresentanze sindacali al fine di individuare, in modo condiviso, tutte le possibili soluzioni per il superamento di ogni contestazione o possibile difficoltà che potrebbe emergere. Una scelta che è perfettamente in linea con il piano più complessivo di riorganizzazione dell’ente che abbiamo fortemente voluto. Nel ripensamento complessivo dell’ente, tuttavia, confermiamo che non verranno messi in discussione i livelli salariali e che saranno mantenuti gli impegni finanziari relativi al personale. Abbiamo il dovere di lavorare per migliorare il complessivo assetto amministrativo in un’ottica di trasparenza e legalità”.
Anche il vice, Luigi Nieri è corso al capezzale dei “comunali”: “Le retribuzioni dei dipendenti di Roma Capitale non saranno toccate, sia io sia il sindaco Marino lo ripetiamo da mesi e lo confermiamo anche oggi. Le osservazioni del MEF, contenute nella relazione relativa al quinquennio 2008 al 2013 che abbiamo ricevuto, non cambieranno in alcun modo il nostro impegno”.
Il resto è il solito bla bla sui tempi di approvazione del Bilancio di Roma Capitale che, nonostante la deroga a luglio, il sindaco è intenzionato a licenziare entro e non oltre il 30 aprile sempre con l’incubo dei tagli e dell’aumento delle tasse così dome nel diktat del Salva-Roma.