Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Ricordando lo scrittore da 50 milioni di copie che si oppose al diritto di parola contro le “legioni di imbecilli” sui social

Ricordando lo scrittore da 50 milioni di copie che si oppose al diritto di parola contro le “legioni di imbecilli” sui social

Fino al 26 luglio, la mostra a Roma negli spazi espositivi di Palazzo Firenze che celebra il decennale della morte di Umberto Eco. Scenografie, tavole illustrate originali del film “Il nome della rosa” ed una preziosa sezione multimediale. E il 9 luglio la proiezione del documentario “Umberto Eco – La biblioteca del mondo” di Davide Ferrario dedicato alla monumentale raccolta di libri del grande scrittore italiano

Ricordando lo scrittore da 50 milioni di copie che si oppose al diritto di parola contro le “legioni di imbecilli” sui social
La lezione di Umberto Eco, celebrato a Roma nella mostra a Palazzo Firenze, fino al 26 di luglio

Se diciamo ad Umberto Eco, pensiamo inevitabilmente alla sua opera più celebreIl nome della rosa, il bestseller pubblicato nel 1980 tradotto in decine di lingue con oltre 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo e da cui venne tratto l’omonimo film con Sean Connery.

Ma pensiamo anche a quella frase premonitrice sui social media pronunciata quando ricevette la laurea honoris causa in Comunicazione e Cultura dei media: “i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

Per ricordare Eco a dieci anni dalla sua scomparsa la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco – con la produzione di Arthemisia – hanno presentato a Palazzo Firenze nel centro storico romano un progetto che ne ripercorre la biografia intellettuale. Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione, titolo dell’iniziativa aperta lo scorso 23 giugno con un convegno ed un vernissage della mostra, aperta al pubblico fino al 26 luglio.

Ricordando lo scrittore da 50 milioni di copie che si oppose al diritto di parola contro le “legioni di imbecilli” sui social
Palazzo Firenze, l’edificio cinquecentesco nel rione Campo Marzio, oggi sede centrale della Società Dante Alighieri

Nel percorso espositivo Ferretti e Manara e le scenografie de Il nome della rosa

Dagli elementi della scenografia del Premio Oscar Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud, concessi in prestito dallo scultore Fabio Crisarà, alle tavole originali dell’edizione illustrata del film realizzate da Milo Manara, concesse dall’autore e le testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con CarmiBaj e Pericoli.

Troviamo il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, da Rai Teche e da RSI, Radiotelevisione svizzera.

Numerosi i prestiti da archivi e privati per il progetto celebrativo sostenuto dal Consorzio Parmigiano Reggiano e da Planeta Vini.

Ricordando lo scrittore da 50 milioni di copie che si oppose al diritto di parola contro le “legioni di imbecilli” sui social
Il regista Davide Ferrario alla macchina da presa, autore del documentario “Umberto Eco – La biblioteca del mondo” (2022, Fandango)

Il pensiero di Eco nel documentario di Ferrario

Entrare nel pensiero complesso dello scrittore passando per il suo grande amore per i libri. Ne possedeva più di 40.000 volumi moderni e 1.200 libri rari ed antichi, custoditi nella biblioteca privata della sua casa a Milano, di fronte al Castello Sforzesco. 

Un’operazione che il regista Davide Ferrario – collaboratore di Eco in occasione della Biennale d’Arte di Venezia del 2015, nel periodo di collaborazione con lo scrittore per un’installazione video – è riuscito a fare, partendo proprio dalla documentazione filmata di quella straordinaria raccolta.  Il documentario Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario viene proiettato a Palazzo Firenze il 9 luglio alle 18.30, con ingresso libero.

La proposta di Ferrario non è la classica biografia didascalica, ma un percorso che analizza il tema della memoria collettiva e dell’identità attraverso l’amore per i libri.  Eco nel suo studio, la moglie Renate Ramge e i figli, filmati di repertorio in cui lo scrittore riflette sulla modernità, le letture di Giuseppe Cederna e Walter Leonardi. Di quel patrimonio inestimabile, il docu ne immortala la transizione allo Stato decisa dalla famiglia: gli antichi testi alla Biblioteca Braidense di Milano, quelli moderni all’Università di Bologna

Ricordando lo scrittore da 50 milioni di copie che si oppose al diritto di parola contro le “legioni di imbecilli” sui social
Umberto Eco ha ricevuto 40 lauree honoris causa da università di tutto il mondo