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Rifiuti: è già stato di crisi. Impianti ko, cassonetti stracolmi

L’EMERGENZA INFINITA. In alcune zona della città la raccolta è stata rallentata. Le macchine per il trattamento rischiano di fermarsi da un momento all’altra per l’eccessivo carico di lavoro e si cercano capannoni dove stoccare le immondizie indifferenziate. Un tecnico Ama: “Non ce la faremo mai a trattare tutto ciò che arriva, gli impianti stanno lavorando al massimo delle loro potenzialità e se per caso si dovesse verificare un guasto sarebbe un disastro”. Si accelera per l’apertura della discarica al Divino Amore

di Fabio Carosi

Il conto alla rovescia è partito. Se non interverranno correttivi al massimo entro due settimane Roma sarà sommersa di rifiuti. Il “piano Marino-Zingaretti” con la chiusura di Malagrotta e il trasporto dei rifiuti oltre regione va in crisi dopo appena due settimane.
Le prime avvisaglie del caos che si prepara si sono viste nel Municipio XIII San Pietro-Casalotti, dove la raccolta da pare di Ama segna il passo. Ma per i cassonetti stracolmi e la  differenziata al rallentatore si susseguono segnalazioni e denunce ormai in ogni zona della città.
Secondo quanto risulta ad affaritaliani.it che ha raccolto alcune indiscrezioni negli stabilimenti di Rocca Cencia e Salario, all’interno degli impianti è ormai emergenza totale: si cercano capannoni dove poter stoccare i rifiuti raccolti poiché gli impianti di trattamento non riescono a reggere il ritmo e a servire con regolarità le file di camion che durante la notte si accodano per caricare i rifiuti trattati.

malagrotta tal quale


Dietro l’emergenza che si prepara, c’è un altro allarme rosso. A lanciarlo è uno dei tecnici di Rocca Cencia che, chiedendo di rimanere anonimo avverte: “Non ce la faremo mai a trattare tutto ciò che arriva – spiega – gli impianti stanno lavorando al massimo delle loro potenzialità e se per caso si dovesse verificare un guasto sarebbe un disastro. Questo sistema così come è stato concepito è delicatissimo e fragilissimo. Al minimo intoppo saremo sommersi dai rifiuti e allora sì che saranno guai. Già da tre giorni in alcune zone la raccolta è stata rallentata per evitare che si ammucchi tutto qui in attesa di essere sottoposto al trattamento. No, così non va – conclude – prima di quanto si possa immaginare saremo in totale emergenza”.
Accanto all’emergenza degli impianti per i rifiuti urbani, se n’è aperta un’altra, quella dei cosiddetti speciali. La scorsa settimana è stato sgomberato un campo nomadi e i camion con il “raccolto” della piccola cittadella rom non sanno dove scaricare. E poi c’è il problema della pulizia post-cortei e post manifestazioni: montagne di immondizia indifferenziata che l’Ama non sa come smaltire.
Nel caos che si prepara, la differenziata segna il passo. In molti quartieri dove è stata avviata la raccolta sno totalmente assenti i contenitori per il vetro, col risultato che uno dei prodotti più ambiti dal settore del riciclo, finisce nell’indifferenziata. Sempre secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it il commissario straordinario Sottile avrebbe sollecitato il ministro per l’Ambiente Orlando ad accelerare le procedure autorizzative per la discarica “emergenziale” di Falcognana. Con l’Ama in piena crisi e Bracciano sull’orlo della rivolta, il sito del Divino Amore rischia di restare come ultima spiaggia.