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Rifiuti, la supervoragine dei conti. Trasporti e lodo Colari: chi paga?

INSIDER. Secondo alcune indiscrezioni, l’Ama sarebbe in ritardo di mesi nelle fatture dei vettori che portano l’immondizia nelle altra regioni. Per pagare si aspettano i soldi che i romani verseranno con la Tari a fine vacanze

Centinaia di camion avanti e indietro da Roma al Piemonte, alla Lombardia e alla Romagna e mai una fattura pagata nel 2014. Al debito colossale di Ama, si aggiunge anche il lodo Colari che obbliga il Comune  pagare oltre 80 milioni di euro per la gestione della discarica di Malagrotta dopo la sua chiusura e ora l’ennesimo mancato pagamento eora anche la tegola dei camion.
Secondo quanto risulta ad affaritaliani.it, la soluzione di trasportare fuori Roma i rifiuti post trattamento, secondo lo schema adottato dal Comune a fine di settembre dello scorso anno, avrebbe prodotto l’ennesimo buco. Alcuni bene informati riferiscono di fortissime pressioni delle ditte che sono incaricate del trasporto, per ottenere un minimo di regolarità dei pagamenti. Secondo alcune fonti interne all’Ama, da oltre quattro mesi non riceverebbero neanche un euro dal Campidoglio e ora minaccerebbero di bloccare il servizio. E l’unica soluzione che il Comune e l’Ama avrebbero proposto alle imprese è quella di attendere settembre, quando cioé i romani faranno la fila per pagare i bollettini della Tari, crescita negli ultimi anni del 45 per cento e rivalutata ulteriormente con il bilancio approvato recentemente. Insomma, per pagare una gestione onerosa oltre ogni immaginazione, si attende solo che i cittadini versino liquidità nelle casse dell’Ama.
La stessa azienda che da lunedì 4 agosto è nella bufera per un ulteriore debito. La Corte di Appello di Roma ha infatti confermato l’arbitrato delll’8 febbraio 2012 con il quale si disponeva che i costi per la gestione della chiusura della discarica per 30 anni, fossero a carico del Comune di Roma e non del Colari. E questo perché la tariffa applicata per smaltire a Malagrotta era troppo bassa per comprendere anche la chiusura del sito, la messa dimora di alberi ed essenze e quant’altro è necessario a mantenere l’equilibrio biochimico dell’area, compresi i percolati e il metano.
L’incubo di dover risarcire il Colari di Manlio Cerroni era materia nota sin dai tempi di Francesco Rutelli sindaco e successivamente di Veltroni e Alemanno. L’assessore al Bilancio dell’epoca, Marco Causi, si impegnò a sollevare l’Ama dalle conseguenze del lodo, ragione per cui nel bilancio della partecipata non c’è traccia della voce.
E per il Comune di Roma che grazie alla chiusura di Malagrotta è passato da 67 euro a tonnellata ad oltre 140, arriva il momento del conto. Salatissimo.