Ama chiama, Acea ringrazia e sbatte la porta. ‘Roma non è una città di ‘sporcaccioni’, ma avvia al riciclo il 40% dei rifiuti. E questo ci dà una credibilità che ci permetterà di accedere con più facilità ai fondi europei per i progetti ambientali’. Non contento Daniele Fortini, presidente e amministratore delegato di Ama, giura che la soluzione a tutti i mali di Roma e della sua monnezza sarà la santa alleanza con Acea.
Giusto il tempo di raccontarlop al Corriere della Sera che da piazzale Ostiense arriva la doccia gelata: “Fortini è un ottimista. Getta sempre il cuore un po’ oltre l’ostacolo ma il perimetro da lui delineato in futuro potrà vedere un maggiore coinvolgento di Acea nel ciclo dei rifiuti ma al momento non c’e’ nessun piano specifico”.
A parlare è l’amministraotre delegato di Acea, Alberto Irace che poi aggiunge: “Se ci saranno opportunità nel Lazio dal punto di vista del patrimonio impiantistico valuteremo sinergie con altri operatori. Noi siamo il quinto operatore italiano per il trattamento del ciclo dei rifiuti per volume quindi siamo pronti per investire sempre di più. Infatti nel piano investimenti abbiamo già fino al 2018 investimenti per 200 milioni di euro”.
Ma perché una smentita così categorica? Oltre le dichiarazioni ufficviale, ciò che teme Acea è di doversi far carico della mole di debiti di Ama e del nuovo corso del sindaco Marino, ormai avversario degli impianti di trattamento che non siamo quelli per il riciclo della differenziata. E’ evidente che la politica “discariche zero e inceneritori zero” poco piace ad Acea che controlla il termovalorizzatore di San Vittore e quello di Orte.
L’ad della multiutility smentisce la “santa alleanza” tra le due aziende per la gestione dei rifiuti romani. Da piazzale Ostiense la doccia gelata: “Fortini è un ottimista. Getta sempre il cuore un po’ oltre l’ostacolo”. E poi: “Sugli impianti sinergie con altri operatori”
