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Rispunta la zanzara tigre. Si litiga anche sulla “guerra”

Non c’è terrazzo o balcone dove non si riproduce: ha bisogno di un pasto al giorno a base di sangue rigorosamente umano. Adora quello dei cuccioli di uomo. Il Pd Nanni denuncia l’ordinanza del sindaco che obbliga gli amministratori di condominio a condurre la lotta all’insetto pena multe sino a 500 euro. Replica la commissione Ambiente: “Polemiche ridicole

Ha bisogno di un pasto al giorno a base di sangue rigorosamente umano. Adora quello dei cuccioli di uomo e non fa differenza se è notte o giorno. A qualsiasi ora punge senza pietà e succhia.
Torna il caldo e rispunta l’incubo dei romani, l’aedes albopictus, meglio conosciuta come zanzara tigre. Per anni il Comune di Roma ha tentato di debellarla ma puntuale come il moto della terra, si ripresenta non appena i romani riprendono la loro passione  per il giardinaggio e i balconi fioriti. Se poi, come accaduto quest’anno, la stagione invernale è stata particolarmente piovosa, il “vampiro urbano” si moltiplica approfittando dell’acqua stagnante. Per chi conosce la storia della città, il primo sindaco che se n’è occupato è stato Francesco Rutelli il quale commissionò all’allora assessore all’Ambiente Loredana De Petris, una speciale guerra sessuale: scovare la zanzara durante il momento della riproduzione per sterminarla durante il momento di distrazione.

zanzara tigre vasi


Passa il tempo e la lotta si fa meno efficace. Ora non è più il Comune a condurre la crociata contro l’insetto che succhia notte e dì ma, come ha denunciato il sempre attento consigliere del Pd, Dario Nanni, ognuno dovrà fare da sé”.
Scrive Nanni: “Gli amministratori di condominio saranno i nuovi vigilantes della zanzara tigre. La giunta Alemanno ha aperto la caccia grossa con l’ordinanza n.76 del 28 marzo 2013. Quest’anno a Roma come si schiuderanno le uova della fastidiosa zanzara tigre dovranno essere i condomini e di conseguenza i cittadini ad occuparsi in solido delle disinfestazioni e ad intraprendere la battaglia contro questo insetto, pena multe  salatissime tra i 50,00 ed i 500,00 euro in caso di omissione. Non esistono né piani di attuazione né modalità d’intervento. In un territorio come quello romano gli interventi le disinfestazioni sono affidati al caso e alla buona volontà dei singoli”.
Più chiaramente ecco cosa accadrà tra qualche giorno: “Un palazzo fa il trattamento antizanzara un giorno ed il palazzo vicino dopo una settimana dopo o non la fa per nulla. E chi dovrebbe intervenire nelle aree pubbliche? “Armatevi e partite”: questo è il senso dell’ordinanza antizanzara tigre”. Speculazione politica a parte, prima la disinfezione la faceva il Comune, ora è affidata ai cittadini. Segno che non c’è più un euro in cassa.
La replica del Comune è affidata a Francesco De Micheli della commissione ambiente: “In tempi di campagna elettorale l’opposizione riesce a fare polemiche ridicole anche sull’ordinanza contro la zanzara tigre. Ordinanza che negli ultimi anni ha dato ottimi risultati poiché sensibilizza gli amministratori di condominio con i quali l’Amministrazione ha instaurato un proficuo dialogo che consente di migliorare il controllo del territorio e tutelare la salute dei cittadini. Fornire semplici linee guida è fondamentale poiché il 75% delle infestazioni riguarda gli ambienti privati”.