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Roma
Roma a mano armata, nella Capitale 5000 armi clandestine: allarme criminalità
Il laboratorio clandestino di armi

Nella Capitale circolano almeno cinquemila armi clandestine. Pistole, fucili e armi da fuoco non dichiarate, rubate e comunque fuorilegge. Un dato che fa venire i brividi, specialmente se si pensa che questo arsenale sia in mano alla mala. Un giro d'affari stimato per circa nove milioni di euro, calcolando i costi delle armi, la vendita e il ricavo dall'uso su commissione.

Il dato, ovviamente non ufficiale, è stato fatto dai sindacati incrociando i dati delle denunce e una stima dei suquestri effettuati negli ultimi mesi: basta fare una proporzione e viene una media pesata che mette paura. 

I dati delle sparatorie

D'altronde che a Roma le armi circolino come l'acqua nel rubinetto è cosa nota da anni. A testimonianza di questo ci sono i dati allarmanti delle gambizzazioni: 18 nel 2023 è otto da inizio 2024. Quest'anno inoltre cresce il dato degli omicidi con arma da fuoco: 4 persone assassinate a colpi di pistola o fucili. L'ultimo è il femminicidio del Portuense, dove ha perso la vita  Manuela Petrangeli: il suo ex compagno l'ha freddata sparandole al cuore con un fucile a canne mozze non dichiarato e con matricola abrasa. 

La scia di gambizzazioni

Poi c'è sicuramente la scia di gambizzazioni che segue la rotta di Roma est: da Tor Bella Monaca a Ponte di Nona una lunga serie di "avvertimenti" con armi di piccolo calibro. Per non parlare della rapina dell'Eur, dove il rapinatore ha fatto fuoco per rubare la borsa al cliente di un hotel. L'ultimo caso è quello di ieri, mercoledì 10 luglio, nel centro commerciale di Roma est dove i rapinatori hanno avuto un conflitto a fuoco con i vigilantes. Solo per miracolo non sono stati colpiti i clienti che facevano shopping.

Armerie della mala

Un'arma rubata costa dalle 350 euro per una pistola di piccolo calibro fino ai 3500 per un AK47 - meglio noto come Kalashnikov: un fucile d'assalto usato in guerra dai russi - e la rotta di questo mercato clandestino porta da Roma alle porte di Latina. Secondo gli inquirenti, uno dei punti di approvvigionamento per le armi è l'area di Fondi. Le indagini per risalire ai vertici di questo mercato illegale sono in corso. Sicuramente resta un dato inconfutabile: a Roma si spara e si spara sempre più. 

La stretta del Prefetto

Proprio per l'allarme armi il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha chiesto in più Comitati per l'Ordine Pubblico, un rafforzamento dei controlli per trovare armi non dichiarate. Le operazioni di Polizia e Carabinieri, in particolare a Tor Bella Monaca e San Basilio, hanno portato al sequestro di decine di armi da fuoco, ma si tratta di una gocce nel mare ancora. La battaglia è ancora in atto.

 

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