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L’Antitrust a gamba tesa sulle licenze open bus: “gare libere”

A Roma nessuna possibilità di entrare in un mercato congelato e a prezzi ridotti. L’ente interviene con un ultimatum al Campidoglio

L’Antitrust a gamba tesa sulle licenze open bus: “gare libere”
traffico

A Roma, il bus turistico ha trovato da tempo la sua corsia preferenziale: non solo sulle strade, ma anche nelle regole. E per ora il semaforo della concorrenza resta rosso. Il presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli, ha messo in luce il cortocircuito normativo legato alle concessioni degli autobus turistici di Roma.

Oggetto del contendere: le modifiche della Regione Lazio e la legge 20/2024

Il pomo della discordia  è nelle modifiche introdotte dalla Regione Lazio alla normativa sul trasporto pubblico locale. Specificatamente alla legge regionale 20/2024 che prevede otto anni di autorizzazione ai servizi di linea Gran Turismo introducendo la possibilità di rinnovi automatici. Per chiarirsi, si parla degli “hop on hop off”, i mezzi a due piani che attraversano quotidianamente il centro cittadino della città. Giganteschi quattro ruote che generano un mercato enorme. Con un enorme problema: quel mercato, si è congelato. 55 mezzi autorizzati, 22 concessioni divise fra 10 società. Chi ha il via libera, se lo tiene stretto in quanto è praticamente a tempo indeterminato. Chi vuole introdursi, invece, trova la strada chiusa, nel senso più pieno del termine.

Autobus turistici: meno di 20 euro al giorno per circolare

L’Antitrust a gamba tesa sulle licenze open bus: “gare libere”
Centro di Roma intasato dal traffico

La seconda questione sollevata dall’Antitrust riguarda il costo del privilegio. Del resto il  paradosso è evidente: Tuttavia se le autorizzazioni (150 euro una tantum) vengono rinnovate automaticamente e all’infinito, la gara pubblica diventa una semplice formalità. Nel mirino anche i costi: ogni autobus turistico autorizzato versa 6350 mila euro all’anno. Meno di 20 euro al giorno, cifra che di fatto equivale a un paio di biglietti venduti (considerando che un tagliando oscilla fra i 17 e i 29 euro) e al milione e mezzo di passeggeri che affollano primo e secondo piano dei mezzi, i conti non tornano. Specialmente se paragonati al costo di un cittadino che paga, nella migliore delle ipotesi, 500 euro per l’accesso alla Ztl, la differenza di trattamento è evidente.

L’Antitrust alla Regione Lazio: “basta privilegi”

L’Antitrust a gamba tesa sulle licenze open bus: “gare libere”
Traffico congestionato a Roma, Stazione Termini

Queste premesse sollevano un interrogativo legittimo: se l’accesso alla ZTL è considerato una risorsa così preziosa,  perché è concessa a condizioni economiche così differenti? La risposta è nell’ultimatum intimato alla Regione Lazio. L’Antitrust sostiene che una gara pubblica possa generare introiti molto più elevati, destinate a manutenzione urbana,  tutela del patrimonio storico e gestione della mobilità. Anche la soluzione indicata è molto chiara: eliminare i rinnovi automatici e affidare le autorizzazioni attraverso procedure selettive trasparenti, garantendo concorrenza e possibilità di accesso anche a nuovi operatori. Ad oggi, tuttavia, il quadro resta invariato: anche perché è perlomeno ottimistico pensare che l’operatore titolare della concessione perda i titoli per svolgere un servizio che fattura incassi di milioni di euro.