“Cercavo un lavoro normale perché avevo dimenticato cosa fosse vivere di giorno. Così ho cominciato a fare la commessa, ma ora torno sul palco a tempo pieno”. Comincia così il racconto di Kristine, da anni ormai la voce della notte capitolina. Affaritaliani.it l’ha incontrata poco prima che salisse sul palco, per farsi raccontare quello che vede ogni notte da dietro la consolle.
Lei che romana non è, ha scelto la Capitale dieci anni fa portandosi dietro la indole tipicamente napoletana allo spettacolo. Entra a 15 anni nell’accademia teatrale, fonda una crew rap e si lancia nel mondo della musica diventando prima dj poi la voce e la testimonial del Gay Village. Ma posa nuda anche per una mostra: “Tra le tante cose che non mi sarei mai aspettata di fare” confessa Kristine. Personaggio poliedrico “Un Peter Pan in gonnella” si descrive confidando però che la sua ‘Isola che non c’è’ è Berlino. Così quando le si chiede di descrivere le sue città con una parola per prima mette Napoli: “Una furba con la ‘cazzimma’, poi Berlino affascinante e sorprendente come un buio pieno di luce”, e infine Roma così goliardica e romantica”. Una città che ospita la più libera e fiera comunità omosessuale d’Italia. “Stiamo attraversando un passaggio storico, come quello che ha sconfitto la segregazione razziale”.
Lei che sognava di poter un giorno condurre il FestivalBar spera in una legge che obblighi al turnover nel mondo dello spettacolo “Per far si che i giovani possano trovare un posto di lavoro e uno spazio in cui esprimersi”. Martedì 14 maggio la seconda apparizione nel nuovo programma di Fabio Canino “Aggratis” in onda su Rai2.
Lei che colleziona cappelli, “Ne ho 150, raccolti qua e la in ogni paese in cui vado” ricorda di quella volta che bambina fu mandata a studiare dalle suore in un convento, ed entrata mancina ne uscì destra “E da quel momento si è creato un po’ di confusione nella mia testa”. Confusione che si dipana quando prende in mano il microfono e dimentica di quando si chiamava Martina e torna ad essere Kristine, la “voce della notte”.


