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Roma, la foresta dei miracoli: quasi un milione di alberi. Ma quanti sopravvivono?

Alla guida della classifica metropolitana dei progetti di forestazione PNRR, con oltre 958mila alberi e arbusti previsti. Nel 2025 Torino ha piantato di più. Resta aperta la questione della sopravvivenza delle piante e della manutenzione.

Roma, la foresta dei miracoli: quasi un milione di alberi. Ma quanti sopravvivono?

La Capitale conquista il primato nazionale della forestazione finanziata dal PNRR. Torino vince la gara del 2025, ma Roma domina la classifica complessiva. Resta un particolare: piantare un albero è facile, convincerlo a vivere molto meno.

Roma sogna di diventare una foresta. Non proprio l’Amazzonia, ma almeno una Capitale dove, tra una buca e un cantiere, possa finalmente crescere qualcosa di verde. E i numeri, almeno sulla carta, raccontano un successo: Roma e la sua area metropolitana guidano la classifica italiana della forestazione finanziata dal PNRR, con 958.326 alberi e arbusti previsti dai progetti ammessi. Una cifra impressionante, che rischia però di suggerire scenari da giungla tropicale. Perché non parliamo di querce secolari o pini monumentali, ma soprattutto di giovani piantine e arbusti. E non tutti gli esemplari contabilizzati nei programmi sono già arrivati a destinazione.

Roma batte tutti. Ma Torino vince l’ultimo round

A fotografare la situazione è la sesta edizione dell’Atlante delle foreste, realizzato da Legambiente e AzzeroCO2 con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste.

Nel solo 2025 Roma ha registrato 414mila nuove piantumazioni, superata da Torino con 455mila. Considerando però i due bandi del PNRR, la Capitale torna davanti. Attenzione al dettaglio: dopo la revisione del Piano, gli obiettivi possono comprendere anche esemplari seminati o coltivati nei vivai in attesa di trasferimento. Il verde, insomma, può risultare nei conteggi prima ancora di comparire nel paesaggio.

Il mistero degli alberi che nascono e scompaiono

La vera sfida comincia dopo la piantumazione. Perché un albero appena sistemato nel terreno ha bisogno di acqua, cure e manutenzione. Altrimenti il miracolo ecologico rischia di trasformarsi in un cimitero botanico.

Il caso più clamoroso arriva dalla pineta dell’Acqua Rossa, a Ostia, dove la mortalità delle giovani piante ha raggiunto livelli vicini alla totalità. Il Campidoglio ha assicurato che i contratti prevedono la sostituzione degli esemplari perduti. Ma l’Atlante non misura questo aspetto, fondamentale per capire quanto verde sia realmente sopravvissuto.

Il verde non cresce a colpi di comunicati

Legambiente promuove l’impegno, ma chiede interventi strutturali capaci di andare oltre i finanziamenti straordinari del PNRR. Perché gli alberi non conoscono scadenze europee, conferenze stampa o classifiche nazionali. Conoscono soltanto acqua, terreno e stagioni.

Roma può anche vincere il campionato delle piantumazioni. Ma il vero scudetto arriverà quando quelle piantine diventeranno alberi capaci di fare ombra. Possibilmente prima della prossima estate rovente.

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