Nella Capitale quasi quattro case in locazione su dieci sono ormai proposte con contratti temporanei. Roma è seconda tra i grandi mercati italiani per crescita dell’offerta transitoria, mentre aumenta anche lo stock degli affitti tradizionali.
A Roma la casa in affitto cambia pelle. Il tradizionale contratto di lunga durata resta centrale, ma a guadagnare terreno a velocità impressionante sono soprattutto le locazioni transitorie: nel secondo trimestre del 2026 l’offerta nella Capitale è cresciuta del 79% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato emerge dall’analisi di idealista/data e colloca Roma subito dietro Torino, dove l’incremento supera addirittura il 102%, e davanti a Firenze (+71,3%) e Milano (+46,2%).
A Roma il temporaneo vale ormai quasi il 40%
Non si tratta più di un segmento marginale. Nella Capitale gli affitti transitori rappresentano ormai il 38,7% dell’intera offerta di abitazioni in locazione, una quota superiore alla media italiana, ferma al 31,4%.
Tradotto: quasi quattro annunci su dieci riguardano immobili destinati a permanenze limitate, generalmente comprese tra uno e 18 mesi. Una formula utilizzata soprattutto da studenti, lavoratori fuori sede e professionisti che devono trasferirsi temporaneamente, e che appare sempre più appetibile anche per i proprietari.
Il fenomeno romano segue una tendenza nazionale molto marcata. In Italia l’offerta transitoria è aumentata del 41,6% in dodici mesi e del 26,9% rispetto al trimestre precedente. Nel secondo trimestre 2025 rappresentava il 25,7% del mercato: oggi ha superato il 31%.
Crescono anche i contratti lunghi
Il boom delle formule temporanee non significa però la scomparsa degli affitti tradizionali. Anche su questo fronte Roma registra numeri in crescita: lo stock di case offerte con contratti a lungo termine è salito dell’11,9% rispetto al trimestre precedente. A livello nazionale l’aumento annuo è del 10,5%.
Il quadro che emerge è quindi quello di un mercato più ampio ma anche più frammentato, nel quale la locazione temporanea conquista una fetta sempre maggiore dell’offerta. E in una città come Roma, tra università, turismo, pubblica amministrazione, professionisti e lavoratori in mobilità, il contratto “a tempo” sta rapidamente diventando una delle nuove normalità dell’abitare.


